Le palle perse di Trieste sono il sesto uomo di Bologna, Virtus comoda al PalaDozza

imagesToh, chi si rivede. Due anni fa si sfidavano nella finale playpoff di A2 per raggiungere la massima serie, oggi si confrontano per aggredire i primi otto posti della classifica. All’andata Punter zittì i 7000 dell’Allianz Dome con una tripla, al PalaDozza la rivincita.

Dominio sin dalla palla a due sotto canestro per le “Vù nere”, secondi e terzi possessi però non materializzano un break: 3-2. Zoran Dragic prova testardamente a mettersi in partita con azioni in solitaria, ma il migliore per Trieste è Peric con 5 punti sui 5 di squadra. Chiaro il diktat di coach Dalmasson a Dragic, attaccare subito il ferro per sfruttare la difesa relativa di Aradori; nonostante gli scarsi esiti la Virtus Bologna incappa in tanti errori tecnici, con il solo Moreira a brillare. Alma eccellente in fase difensiva (pur con il secondo fallo a carico di Dragic), gli attacchi rimangono un campionario di sciocchezze cestistiche, vantaggio esterno 9-11. Trieste perde banalmente un paio di palloni (7 totali), agevolando il recupero dei padroni di casa grazie ad ottimo Martin; primo quarto chiuso sul 17-13. Torna Peric e l’Alma muove il punteggio con un parzialino di 0-4; Kelvin Martin è un rebus per la difesa giuliana, Wright dalla parte opposta consuma in tre infrazioni la propria frustrazione per una regia disordinata, Virtus avanti 23-19. Il dinamismo di Kravic imbarazza la statica difesa di Knox, la premiata ditta Dragic-Peric ricuce lo strappo per l’immediato time out di Sacripanti. Le palle perse dei triestini sono il sesto uomo di Bologna, match ad elastico senza però determinare inerzia. Diversi liberi sbagliati dai padroni di casa, ma Trieste è oratoriale in attacco, squadre all’intervallo sul 35-27.

Difese “allegre” alla ripresa delle ostilità, la qualità maggiore bolognese scava il primo break sul 41-31. Sotto canestro l’Alma, Mosley a parte, non ha il materiale umano per garantire difesa del ferro, la Virtus non scappa per alcune palle perse non provocate. Non segnano mai gli ospiti, Dalmasson è costretto a ruotare gli uomini per trovare linfa offensiva; vantaggio comodo interno 45-34. Moreira banchetta sulle pigre membra triestine (15 palle perse in 25 minuti ndr.), i tiri liberi regalano il massimo vantaggio alla Segafredo sul +14. Punter da casa sua manda quattro messaggi eloquenti, terza frazione chiusa e molto vicina ad essere una sentenza: 66-45. L’attacco triestino è una tragedia greca, difensivamente non meglio e la Virtus Bologna si diverte sulla spinta del proprio pubblico: +23. Daniele Cavaliero e William Mosley provano a dare un senso alla serata del PalaDozza, cinque punti consecutivi e coach Sacripanti  a fermare la partita sul 70-52. Arriva anche a -12 l’Alma Trieste con due triple di Strautins, ma i minuti sono pochi e Bologna ritrova nella sostanza di Moreira i punti per una comoda vittoria (pur considerando le scellerate gestioni virtussine finali): finisce 82-74, Segafredo con il vento in poppa e un’autostima in crescita continua, per la squadra di Dalmasson ennesima sconfitta e piccolo campanello d’allarme, soprattutto per come è arrivata.

Raffaele Baldini

Pubblicato il gennaio 20, 2019, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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