Cerebuch: “Danilovic tremendo, Meneghin invisibile”


3512ab07ffef730c8b8210960f080e80-37760-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427eFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Ospite internazionale nella nuova puntata di “Aperitivo sotto Canestro”: Guerrino Cerebuch è stato arbitro di 3 serie scudetto per 579 presenze in serie A, 2 mondiali (2006 e 2010), l’Europeo del 2009 e diverse euroleghe, compresa la finalissima fra Olympiacos e Real Madrid. Trasmissione ricca di approfondimenti, ovviamente con uno sguardo sull’Alma debordante con Pesaro e attestata in zona playoff: “la mia idea generale sulla squadra è che sia stata creata ad immagine e somiglianza di coach Dalmasson. Lo stesso Dragic, seppur meno funzionale a coprire il gap sotto canestro, gioca la pallacanestro di sistema. Playoff o non playoff, penso che già oggi il risultato fin qui ottenuto sia di grande rilievo.” Come è lo stato di salute della classe arbitrale italiana? “Purtroppo stiamo pagando lo scotto della guerra infinita fra FIBA ed Eurolega. Pur essendo allineato con le volontà federali lavorandoci all’interno, posso dire che l’Eurolega “allena” molto di più gli arbitri concentrando i giocatori migliori. Non c’è niente da fare, un fischietto cresce quando si trova a dover dirigere basket di livello.” E parla uno che ha arbitrato gente come Bryant, LeBron James, Chris Paul: “si, anche se a Las Vegas, quando venni chiamato a dirigere una partita fra il Team USA e l’Uruguay, posso serenamente dire che passai i primi cinque minuti di partita a chiedermi se era tutto vero, guardando quei fenomeni dalla velocità d’esecuzione clamorosa e dall’atletismo superiore alla norma.” Immagino che anche in Europa ci siano stati giocatori per cui era necessario avere una forte personalità per arginare l’esuberanza sul parquet: “beh, uno su tutti Danilovic. Sapendo anche che ero un esordiente mi copriva di insulti in serbo, quando poi ha capito che sapevo le parolacce nella sua lingua, il rapporto è cambiato. Un altro che mi lasciò di stucco è Dino Meneghin. Da fuori sostenevo che con me non avrebbe retto 5 minuti senza uscire per falli; vi posso assicurare che sul campo non vedevo neanche un quarto di tutte quelle piccole cose che faceva per prendersi dei vantaggi sugli avversari.” Ha mai chiesto scusa? “Certo, diverse volte. Ammettere fa parte dell’integrità di una persona che fa un lavoro passibile di errore. Poi, spesso con una candida ammissione, si migliora i rapporti con gli atleti.” Note dolenti, se la classe arbitrale nazionale non brilla, a livello regionale è drammatica: “oggettivamente si. Per quello che ne so io, essendo decentrato da qua, c’è un commissariamento in atto, mancano figure (istruttori ndr.) di riferimento credibili e i ragazzi spesso sono pagati in ritardo (o non pagati). Un vero peccato, calcolando che arbitrare è un ottimo motivo per vivere la pallacanestro, un percorso che, come nel mio caso, può diventare virtuoso e regalare un bagaglio ricchissimo di emozioni.”

Pubblicato il marzo 12, 2019, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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