Alma Trieste, le chiavi per gara 2

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Playoff, ovvero quando nulla si inventa ma tutto si modifica a piccole dosi. Cremona e Trieste si sono “annusate” per la terza volta in stagione, con una gara 1 decisa a favore della Vanoli per una miglior gestione dei possessi finali. Quali potrebbero essere le chiavi sul fronte giuliano per pareggiare la serie martedì sera?

Lunghi atipici, è ora di osare?

Scardinare il game-plan di coach Dalmasson sarebbe come chiedere a Zeman di non fumare. Per cui sarà probabile vedere nel quintetto di partenza Knox abbinato al tronco d’ebano Mathiang. Resta il fatto che Mosley con la sua dirompente verticalità e attitudine difensiva, assieme ad un ottimo Da Ros o a Peric sgravato di falli, è l’anticorpo migliore. Si potrebbe osare una coppia Mosley-Knox per mettere in difficoltà la batteria di lunghi Vanoli, composta da un solo elemento, Mathiang stesso; operazione però lontana dal “sistema” dalmassoniano, esaltato dalle transizioni rapide con cinque piccoli.

Evitare i tiri da tre punti

Senza scomodare monsieur Lapalisse (La Palice in origine ndr.), l’impressione è che i tiri da oltre l’arco siano per i lombardi nettamente più incisivi che quelli da due punti. Non per un fatto numerico (tre vale più di due), semplicemente perché mettono in ritmo la squadra votata al “run and gun”. Alle volte, Diener su tutti, c’è la volontà di forzare qualche conclusione nei primi secondi dell’azione, anche fuori dagli schemi, proprio per scuotere compagni di squadra e pubblico. Paradossalmente una schiacciata di Mathiang ha un peso specifico nettamente minore.

Wright, la partita dopo…

Siamo quasi a livello statistico: quando Chris Wright manca la partita, la rappresentazione successiva è una sintesi di dominio cestistico sui 28 metri. Un giocatore della sua levatura, ma soprattutto dalla personalità sconfinata, non aspetta altro di vedere alzata la palla a due del match successivo per rifarsi con gli interessi. Non sarà quindi un pensiero rivedere l’americano al meglio, quanto trovare in regia un alter ego un po’ più sano del Juan Fernandez attuale.

Meno umoralità dai fuoriclasse

Il giocatore di livello superiore è anche quello che si lascia scivolare maggiormente addosso i problemi/provocazioni durante l’incedere del match. Diverse volte durante l’anno Hrvoje Peric e Zoran Dragic sono apparsi come in balia degli eventi; falli non fischiati o fischiati con troppa fiscalità, contatti ruvidi digeriti male, insomma tutto quello che è ascrivibile da una partita di basket da playoff potrebbe inficiare le prestazioni dei due. L’Alma Trieste ha troppo bisogno dei propri condottieri, prima da un punto di vista mentale, poi da quello tecnico. E magari trascinare con sé (in senso positivo) Jamarr Sanders…

 

Pubblicato il Mag 21, 2019, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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