PALLACANESTRO TRIESTE
HICKMAN, VOTO: 4
Un playmaker alla moviola. Evidente il suo stato fisico lontano dall’essere accettabile; il suo (non) ritmo nella metà campo è una serata di riposo per il diretto avversario. 2/9 dal campo e una versione troppo brutta per essere vera.
JONES, VOTO: 5
Più effetti speciali che concretezza nella serata del suo ritorno sul parquet: 15 punti con 6/15 dal campo e 5 rimbalzi. Gran parte dei punti sono, come per Washington, una limatura dello scout. O torna incisivo, oppure a parità di (non) rendimento servono più le triple di Justice.
WASHINGTON, VOTO: 5/6
Non ci freghi Deron, lo scout deve essere letto fra le righe: punti dal peso specifico nullo, per il resto tanta testardaggine nell’andare a testa bassa contro il muro della ruvida difesa milanese, non un gran affare.
FERNANDEZ, VOTO: 5
La sfida diretta con Rodriguez un tango argentino con tanti piedi pestati: 1/6 nella versione prettamente offensiva dei primi venti minuti. Non fa meglio nel secondo tempo, nemmeno in regia.
CAVALIERO, VOTO: 5/6
Partita ordinata e un paio di tiri segnati; 5 assist dall’unico playmaker dell’Allianz.
CERVI, VOTO: 6/7
Una lieta sorpresa: il ragazzone riempie l’area, ha mani educate sia al tiro che come visione di gioco. Da sfruttare maggiormente.
PERIC, VOTO: 7
Consueto apporto balistico fatto da pallacanestro “slow-motion” ma intrisa di tecnica sopraffina: 13 punti, 6 rimbalzi, poi la “religione dalmassoniana” lo relega al posto di sempre, in panchina.
MITCHELL, VOTO: 5/6
Coinvolto e presente nel primo tempo, purtroppo segue il canovaccio di sempre sparendo nei secondi venti minuti: 10 punti e 4 rimbalzi, difesa poca.
COOKE JR., VOTO: 5/6
Ad un certo punto il verticale americano dell’Allianz ha mandato in analisi mezzo reparto milanese. Un tuffo degno di nota nella ripresa, rimane un lungo americano da…2 punti finali, nonostante i 7 rimbalzi.
ALL. DALMASSON, VOTO: 4/5
Molto bravo a mettere un quintetto anomalo con Cervi e Cooke e con la regia italiana di Fernandez e Cavaliero; la rimonta del primo tempo è tutta lì. Resta il fatto che giocare a metà campo, sia in attacco che in difesa (aspettando gli avversari sui 14 metri), con Milano è una roulette russa con tutti i colpi in canna. La fragilità offensiva è figlia di pochissime idee.
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