Keys of the Match – SASSARI

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Sarà la domenica del ritorno del “Poz” a Trieste, sarà la domenica della sfida a una delle corazzate del campionato, ma sarà anche il pomeriggio del ricordo di Kobe Bryant. Alla leggenda dei Los Angeles Lakers verrà dedicata buona parte del pre-partita, perché se migliaia di persone si ritrovano sotto le volte dell’Allianz Dome, se 24 giocatori  e staff tecnico si battagliano sui 28 metri di parquet…lo devono anche alla passione trasmessa dal “Mamba”.

Sassari concentrata, Trieste deve esserlo di più

Nessuno dello staff tecnico e dei giocatori della Dinamo dimentica l’incredibile rovescio dell’andata, quel 59-65 figlio del 18/62 dal campo (29%) e della capacità dell’Allianz di mettere un granello nell’ingranaggio offensivo sardo. Per questo motivo è escluso che Trieste possa giocare il fattore sorpresa, men che meno quando inserisci nel roster gente del calibro di Hickman, Washington e Cervi. Sassari sarà più concentrata del previsto, gioco forza la squadra di Dalmasson deve esserlo di più, soprattutto alla prima spallata subita nel match. Il risultato non dipenderà da quante volte Coronica e soci cadranno sul campo di battaglia, ma quante volte sapranno rialzarsi per combattere più forte di prima.

Accerchiare Bilan

Con McLean ormai lontano ricordo e Dwight Coleby da inserire gradualmente nei meccanismi di squadra (quanto giocherà?), tutto il reparto lunghi sarà poggiato sulle larghe spalle di Miro Bilan (e in seconda battuta dall’ex Magro). Il centro di Sebenico (non una città qualunque, visto che diede i natali a Drazen Petrovic), ha tecnica da docente sopraffino ma mobilità relativa. Trieste in un colpo solo può opporre i centimetri di Cervi, il dinamismo e la fisicità di Mitchell e Cooke; c’è un “però”, tutto quanto appena descritto presuppone che i due coloured impongano la superiorità atletica, altrimenti Bilan accende il pulmino e porta tutti a scuola…

Spissu e volentieri

L’aria di mare triestina ha sempre ispirato Marco Spissu; fosse di nero vestito con la casacca Virtus, o con la maglia della Dinamo, l’esterno mancino ha deflagrato senza chiedere permesso il canestro avversario. Ora ha il picco di autostima con la convocazione in Nazionale, incentivo di non poco conto per renderlo un pericolo pubblico numero uno. In tutte le partite in cui Sassari ha balbettato (a Pistoia in particolar modo), Spissu ha letteralmente spaccato in due le sfide con triple e regia offensiva di straordinaria efficienza. Del resto parliamo di un uomo che nelle 7 vittorie in trasferta dei sardi viaggia con una media di 10 punti a partita, tirando con il 66.7% da due punti e il 57.1 da tre, con il 100% ai liberi. Occorre altro? Forse si, occorre ricordare che nel caso di finale in volata, io un occhio di riguardo a Curtis Jerrells lo terrei sempre…

Pubblicato il febbraio 2, 2020, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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