LBA: prove di ripartenza?

20200307_184704Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Prove di ripartenza, anche nella pallacanestro. Si può dire di essere entrati a tutti gli effetti nella “fase 2” dello sport, quella che definirà (forse) l’inizio della prossima stagione. Il primo segnale è la proposta della LBA di allargare la Supercoppa a 16 squadre. Si giocherebbe a settembre (o ad ottobre qualora slittasse l’inizio del campionato), a porte chiuse ma con copertura televisiva, con un tabellone che prevederà ottavi e quarti al meglio delle tre gare, con una “Final Four” per chiudere la kermesse. Segnale questo neanche troppo subliminale dell’interessamento per una massima serie a 16 contendenti. C’è invece maggior incertezza sull’inizio della stagione regolare, calcolando che il calendario della pallacanestro internazionale prevede l’Europeo nell’estate del 2021 e l’inizio delle coppe europee per novembre. Il presidente Fip Giovanni Petrucci ha un’idea abbastanza chiara a riguardo: “c’è un consiglio federale giovedì e approfondirò il discorso. Io dico che non possiamo aspettare novembre o dicembre. Dobbiamo partire verso settembre-ottobre, ma questa è una mia idea”. Per la pallacanestro lo scotto da pagare per un inizio senza tifosi è più pesante rispetto al calcio: “per noi che non abbiamo i grandi diritti televisivi del calcio, ma abbiamo pochi milioni, è un grosso handicap – incalza Petrucci – Però dobbiamo pensare anche alla concorrenza. Se questi sport popolari non ripartissero, non dico che sarebbe “mors tua, vita mea”, ma c’è una concorrenza di altri sport altrettanto importanti”. Gap patrimoniale su cui anche il presidente LBA Umberto Gandini ha posto accenti forti la scorsa settimana: “la Serie A ha un giro d’affari di circa 110 milioni di euro, di cui il 50% generato dai quattro club maggiori. L’analisi delle perdite che ci è stata certificata da Deloitte per la chiusura anticipata del campionato è di circa 40 milioni di euro, una cifra che aumenterà se saremo costretti a ripartire a porte chiuse. Si tratta di numeri che non sono sostenibili dal sistema”. Sul “coronavirus” permane uno stato di galleggiante incertezza, per cui è complesso stilare programmi o regole, come ribadisce Petrucci: “sul vaccino se ne dicono tante. Oggi la realtà è questa. La mia idea personale è di ripartire a ottobre a porte chiuse, sperando che alla fine dell’anno le porte si possano aprire: andare tutta la vita in giro con le mascherine sarebbe una esistenza grama sotto tutti i punti di vista. È chiaro che lo sport è in secondo piano, noi siamo importanti ma non siamo la prima necessità del Paese. Però lo sport ti dà quel qualcosa che oggi servirebbe, anche per una rivincita”. Una rivincita che non può sbagliare approccio, altrimenti tutto sarebbe molto più complesso.

Pubblicato il maggio 5, 2020, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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