Trieste volta pagina: comincia l’era Ciani

Comincia l’era Franco Ciani a Trieste (presentazione in mattinata alle 11.30), nel segno della continuità e coerenza societaria. Non fu infatti portato un anno fa in città per il mero supporto a coach Eugenio Dalmasson, c’era le necessità di rendere fisiologico un passaggio di consegne molto delicato dopo 11 anni di guida tecnica. Il fardello ereditato da Franco Ciani è pesante, perché inevitabilmente ci saranno paragoni, come nel più classico canovaccio sportivo, per quel solco profondo che ha diviso con un colpo di scure i dalmassoniani e gli anti-dalmassoniani. Il primo passo per la tifoseria sarà fare un salto di qualità a livello di maturità: sarebbe stupido fare parallelismi fra i due, in primis perché parliamo di due filosofie cestistiche distinte, poi perché sono due personalità forse agli antipodi (ma sarebbe superficiale anche da parte del sottoscritto definirle tali con certezza).

Risibile è anche la preventiva sentenza su esoneri passati afferiti al coach friulano, senza capire che le logiche di un avvicendamento sono plurime, concatenate fra loro e spesso figlie di situazioni extra-cestistiche. Per gli amanti della stesura dei curricula, il predecessore, coach Eugenio Dalmasson, veniva da un’esperienza al femminile a Venezia e da una precedente a Lumezzane; su Wikipedia c’è una riga di “nota” sul Premio Reverberi e stop, per tutto il resto bastano le emozioni degli ultimi 11 anni per scrivere pagine di storia cestistica. Questo per far capire quanto nella carriera di un allenatore sia fondamentale la solidità societaria alle spalle, l’empatia con il gruppo di lavoro, la chimica nella scelta dei giocatori. Lo sport non è scienza matematica, grazie a Dio.

Posto che il mercato sarà sulle spalle del duo Ciani-Ghiacci, visto che di General Manager o Direttore Sportivo non se ne parla, è presumibile che l’allenatore stia già stilando liste di papabili, strutturando possibili roster a seconda degli incastri. Dapprima sarà una ricerca sul mercato tricolore, italiani per rinforzare una base che identitaria già forte a Trieste, ma che si sta scoprendo importante anche a livelli molto alti (la produzione indigena alla Virtus Bologna è attestata al 40% sul totale di squadra).

Marco Legovich sarà il fidato assistente (“fidato” è un subliminale grado di merito conquistato sul campo), un binomio anche questo collaudato durante questa stagione e che ha dato frutti rimarcati dallo stesso Dalmasson. Si cerca un terzo elemento per lo staff tecnico ma che deve avere connati piuttosto chiari: esser molto abile nella “vivisezione” video e nello spacchettare tutto quello che gravita sul rettangolo di gioco, essere conscio che la sua esistenza sarà aggrappata a qualche ora di sonno e tanti cibi per asporto.  

La variabile “coppa europea” sarà molto più incisiva di quanto si voglia credere, da tanti punti di vista, ma sul mercato in particolar modo.

Sarà una lunga estate…

Raffaele Baldini

Pubblicato il giugno 7, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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