L’addio di Capitan Coronica, quando il sacrificio per il bene del gruppo sublima il concetto di appartenenza

Quanto è difficile spiegare l’addio di Andrea Coronica alla Pallacanestro Trieste. Non è la mera elencazione di trofei conquistati o un film con le gesta tecniche di un fromboliere; quello che IL CAPITANO ha rappresentato per la prima squadra cittadina non è rappresentabile con tinte sgargianti (nemmeno quella dei capelli nell’anno della promozione in serie A), non è appariscente, ha quell’invisibile ma consistente senso di SOSTANZA.

La sua condotta da giocatore e da capitano è il manifesto dell’etica professionale unita ad un viscerale senso di appartenenza. Un percorso fatto di grande intelligenza, equilibrio e straordinaria capacità di interpretare il bene collettivo sopra ogni esigenza personale, fra infiniti rabbiosi silenzi e bocconi amari da digerire palesando un sorriso di facciata. Si, perché ve l’assicuro che per un giocatore di pallacanestro della “garra” di Andrea Coronica, il ruolo cucito nella prima squadra (con relativo utilizzo) è una gabbia difficile da accettare, soprattutto a certe condizioni.

Ma c’era la Pallacanestro Trieste da preservare, quel simbolo di un’esistenza sportiva tatuato simbolicamente sulla pelle da quando era ragazzino, da quando muoveva i primi passi con l’arancia in mano. Cresciuto portato per mano da quel sodalizio così importante per la città, poi maturato portando lui per mano la prima squadra a scalare le categorie fino ai playoff di serie A. Nel valore etico (norme e valori di un individuo) e morale (riflessione speculativa su norme e valori) di quest’uomo consiglio sempre di dare priorità al concetto di sacrificio. Mentre tutti o quasi gli sportivi che vestono la fascia di capitano vivono di benefit e vantaggi anche sul rettangolo di gioco, Coronica ha sublimato il concetto di tante rinunce per il bene del gruppo.

Qualsiasi allenatore di un certo livello, quando scorrerete a ritroso le pagine ingiallite della carriera, citerà prima i nomi di pretoriani che hanno dato un senso etico ai propri successi rispetto a campioni conclamati. Andrea Coronica farà parte di quell’esclusivo club di “indispensabili” per un gruppo, quello dei Vittorio Gallinari a Milano o di Massimiliano Rizzo a Caserta, quello di Jack Devecchi a Sassari o Mimmo Morena a Napoli.

Questo scritto non rende però giustizia a chi, come Andrea Coronica, ha tutte le proprietà intellettuali per spiegare meglio il suo splendido percorso sportivo, come sempre con arguzia e senza troppi paraventi. Parlando con lui si capiscono le sfumature, si respira ogni istante di un ragazzo che ha inseguito i propri sogni e li ha esauditi.

“Capitan Corazza” verso nuove avventure, ma sotto la corazza… l’alabarda per sempre.

Raffaele Baldini

Pubblicato il luglio 10, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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