La Pallacanestro Trieste di domani – Lo staff dirigenziale

Tempo di bilanci… no, il luogo comune questa volta lo lasciamo a chi non vuole aggredire il problema. E’ tempo di rivoluzione, intellettuale e pacifica, ma doverosa. Indipendente da chi sia la proprietà, indipendente se Mario Ghiacci sarà ancora il Presidente della Pallacanestro Trieste (per me non sarà Presidente, ma resta nel sodalizio ndr.); è giunto il momento di svoltare, di strutturare (veramente) la società. Ma questo sappiamo a priori che non succederà.

Tutto il lavoro fatto da Mario Ghiacci dietro le quinte per garantire pallacanestro di alto livello a Trieste non sarà disconosciuto, anzi, però si cresce quando all’inizio di un nuovo ciclo si mette mano a quello che non va e si cerca di migliorare il prodotto. La disamina quindi non è un mero slancio di “attitudine triestina” incline alla critica a braccia conserte, bensì un tentativo di dare una chiave di lettura diversa.

Ovviamente non è tempo di entrare nelle logiche di chi investirà nella pallacanestro, siamo alle supposizioni, ai “rumors” e le poche certezze in essere stanno per svanire il 30 Giugno. Sarà certamente una svolta, probabilmente parleremo di un nuovo ciclo triennale, con tante più variabili e gradi di aleatorietà. L’auspicio è che i nuovi reggenti siano eccellenti ascoltatori, segno di umiltà che può portare grossi dividendi se si affiancano gli interlocutori giusti; da lì si può cominciare una rivoluzione che abbina coraggio e ambizione.

Il primo muro da abbattere è quello del “non abbiamo le risorse economiche da investire in ulteriori competenze”. E’ una sciocchezza a cui non crede più nessuno. Partiamo da un chiarimento di fondo: investire vuol dire destinare economie per un prodotto che alla fine innalzerà il valore globale della società, attraverso competenze e quindi scelte illuminate. Troppo spesso invece si è confuso l’investimento con la spesa fine a se stessa, cioè l’esborso societario è diventato un gettone da inserire nella feritoia per consumare un momento più o meno lungo di svago. La percezione sarà senz’altro di una soddisfazione (effimera) nettamente squilibrata a favore del godimento immediato (relativo), la tiepida lungimiranza invece sarà una conquista da assaporare nel tempo. Posto che il General Manager è e probabilmente sarà Mario Ghiacci (come ha sottolineato in stampatello a Tele4) serve un Direttore Sportivo, un uomo COMPETENTE (riconosciuto come tale, non inventato dallo “spirito clientelare”) che dia un senso alla gerarchia dirigenziale, che imposti una progettazione in sede di mercato di concerto con lo staff tecnico, che investa su giocatori non ricavati da una lista di qualche procuratore ma dalla ricerca sul vasto panorama internazionale, anche prendendo diversi aerei. Potrei fare nomi e cognomi di professionisti di livello che verrebbero a Trieste a piedi e senza stipendi da capogiro.

Il secondo muro da abbattere è il luogo comune che l’appassionato di basket triestino occupa sempre e comunque un posto all’Allianz Dome. “Alzate i culi dai divani” è un motto che può avere credibilità quando si è sempre scaldato e coinvolto l’ambiente, altrimenti diventa uno slogan privo di peso specifico. Bisogna riavvicinare la società e la squadra alla gente, dopo oltre due anni di “bromuro” dovuto alla pandemia, ma non in apertura della campagna abbonamenti o nelle sfide che contano… SEMPRE E COMUNQUE. L’eredità positiva durante il periodo Alma, oltre ai risultati sportivi, è stata di rendere ogni cosa un evento, ogni momento buono un motivo per viverlo assieme, ogni giorno colorato di biancorosso. Dare per scontato è un errore sanguinoso in ogni ambito della, da quello sentimentale a quello professionale.

Trieste è una “diavolina” in una griglia primaverile in Carso, se c’è la scintilla, divampa e brucia di passione. Altrimenti, è l’asciugamano tolto da Barcola per l’ultimo bagno stagionale in attesa della prossima estate.

Raffaele Baldini

Pubblicato il Maggio 11, 2022, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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