Le chiavi contro Scafati: l’ “artiglio” Caja, il leader Stone e l’arma totale Okoye

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Un’altra sfida senza poter “scegliere” di perdere, all’Allianz Dome una rigeneratissima Givova Scafati, plasmata sotto le sapienti mani di coach Attilio Caja, una rivoluzione che ha portato vittorie clamorose a Bologna e a Brindisi e 12 comodi punti in classifica.

Straripante successo nel derby, arma a doppio taglio

Un derby campano dominato, momenti di onnipotenza balistica (vedi Logan) da esaltare la piazza, un +35 finale che però deve essere metabolizzato con grande maturità dal gruppo. Di fronte a prestazioni di questo tipo l’autostima può “allargarti” il canestro come una vasca da bagno, ma anche ammantarti di involontaria scioltezza (spesso sinonimo di superficialità) di fronte ad un’avversaria che non genera notti insonni.

Ineffabile, diabolico “Artiglio”

Per riportare in carreggiata squadre allo sbando, Attilio “Artiglio” Caja forse è un allenatore più incisivo di Zelimir Obradovic. Un sergente di ferro che, giunto a Scafati, ha fatto una bella rivoluzione: via giocatori indolenti (vedi il nostro ex Henry), dentro “usato sicuro” come Matteo Imbrò e Stan Okoye (soprattutto). Asciugate le rotazioni come si confà a squadre che devono salvarsi, con gerarchie chiarissime e minuti a disposizione dei giocatori per “poter sbagliare”; un coinvolgimento totale offensivo di David Logan e chiavi in mano a Julyan Stone. Un sarto, di altissimo livello, un fuoriclasse.

Stone il leader, Okoye l’inarrestabile

Julyan Stone concentra in ogni cosa che fa sul parquet, leadership innata. Quando segna da tre punti (una volta su tre tentativi) crea inerzia, quando difende elimina l’avversario più forte, quando attacca il ferro crea situazioni utili anche fuori dai giochi, quando parla, grida o incita è puro trascinamento. Nella versione scafatese è un po’ meno difensore e più attaccante, ma… la sensazione che abbia Bartley nel mirino. Basterebbe vedere la lunghezza delle braccia di Okoye per capire l’arma totale del ragazzone di 198 centimetri; “apertura alare” di un numero “4” o “5”, dinamico come una guardia, verticale come un’ala forte. Aggiungete a questo una mano educatissima (64.7% da due punti e 50% da tre) e presenza a rimbalzo (6.5 carambole a partita) ed ecco materializzato il tesoro inestimabile trovato da coach Caja lungo il percorso.

Pubblicato il gennaio 8, 2023, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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