Il ritorno di “Rudolf” Nu…Reyes!

In molti si saranno immaginati la (Mc)Dermott…ite di Justin Reyes alla notizia dell’ingaggio dell’americano. Ci sta, è normale così come è normale che un giocatore di valore e di personalità come il portoricano, reagisca in questo modo: 12 punti in 14 minuti, 5/8 dal campo, 4 rimbalzi e 1 assist. Non bastasse, sta tornando anche ad essere il famelico difensore sull’uomo, spesso gradendo gli anticipi o le “rubate” nel pitturato. Reyes è adorato dalla piazza, perché Trieste è riconoscente e soprattutto perché “annusa” i giocatori di valore; quella penetrazione, con danza sul perno, è la sintesi tecnica di chi gestisce alla grande il corpo in funzione della reazione del difensore. L’arrivo di Sean McDermott non deve fossilizzare sulla “sfida diretta” fra Justin e il nuovo arrivato, anzi; quello che è alla base del rinforzo è che coach Jamion Christian potrà scegliere tatticamente la versione più confacente, potrà scegliere di far riposare chi non è al meglio o chi ha bisogno di rifiatare, senza dover accorciare in modo improvvido le rotazioni. L’arrivo di McDermott ha i tempi perfetti di chi ha una partita per inserirsi nel gruppo in vista delle FinalEight di Torino; visto il crescendo di condizione di Reyes e la necessità di far esordire McDermott, la scelta di chi far star fuori non sarà affatto semplice.

Difesa

72 punti concessi alla forte Tortona, direi 69 se non ci fosse la classica tripla di fine partita nel computo globale insaccata da Denegri. La squadra di coach De Raffaele aveva cominciato benissimo, con spaziature e tempi ideali per stancare la difesa biancorossa; semplicemente poi gli attori in maglia Bertram hanno smesso di eseguire, hanno dimenticato un giocatore profondo di grande impatto come Kamagate, ideale complemento al numero “4”, cioè Justin Gorham, elemento molto interessante. Finiscono i demeriti di Tortona e cominciano quelli di Trieste; nel secondo tempo, oltre ad un ottimo impianto difensivo sugli esterni (con cambi sistematici ndr.), si è visto un intasamento d’area che ha tolto facili linee di attacco al ferro a Biligha e soci. In questo contesto la presenza di Jayce Johnson va oltre i numeri dello scout, e va oltre anche qualche “dèfaillance” offensiva…

Colbey, se non è regia almeno è… aggressività

Il compromesso contro Tortona ci può stare: inutile mascherarsi da regista, se l’anima è quella di un attaccante puro. Colbey Ross può e deve creare situazioni di gioco partendo dall’aggressività dal palleggio, attaccando nell’uno contro uno il diretto avversario andando a concludere o a subire fallo. La miglior versione infatti del “china” è quella di Varese, esperienza costellata da gite plurime in lunetta; in questo modo, nel caso di raddoppi, sarà molto più facile trovare compagni liberi pronti a colpire. Lo scout contro la Bertram riassume un po’ le caratteristiche proprie dell’americano: eccellente nel trovare canestro nel pitturato (5/6 da due), se in ritmo, pericoloso dall’arco (2/4), sicuramente uomo difficile da arginare quando di fronte ci sono difensori leggermente più macchinosi o meno inclini a far fatica (8/10 ai tiri liberi).

Raffaele Baldini

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