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De Pol: “Ma vi siete accorti appena adesso di Fernandez?”

46743798_10217711803808695_2106848524325879808_oFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

L’abbiamo stoppato nel peregrinare in giro per l’Italia quale opinionista RAI: Alessandro De Pol è la vittima del “tagliafuori” fatto da Roberto Degrassi e Raffaele Baldini, ospite della nuova puntata di “Aperitivo sotto Canestro”. L’Alma stravince la sfida contro la RedOctober Cantù, società in piena crisi per conti in rosso ed un futuro incerto, situazione che non inficia il grande risultato degli uomini di Dalmasson:  “che a Cantù ci siano problemi è evidente, ma nulla a che veder con la splendida prestazione di Trieste. Una vittoria nata dall’aggressività diffusa di tutti gli uomini, da un contributo capillare (non a caso 5 uomini in doppia cifra) che ha trovato protagonisti ispirati quali Cavaliero, Wright, Fernandez e Sanders. Il terzo quarto è stato un capolavoro ma ricordiamoci che il successo parte da lontano.” A proposito dei singoli, Juan Fernandez ha palesato in queste prime giornate di campionato una freschezza atletica e una convinzione degne di nota: “sinceramente il mio stupore non deriva dalle sue prestazioni, bensì dal fatto che appena ora ci si accorge di lui. Già quando lo scoutizzavo anni fa lo ritenevo un playmaker/guardia dotato di personalità silenziosa, di qualità e ora con un tiro migliorato e credibile.” A proposito dei singoli, nonostante si continui a dire che l’A1 è un’altra cosa, i reduci dalla serie A2 in canotta biancorossa sembrano livellare a suon di prestazioni il gap fra categorie. O c’è dell’altro? “Tolte le due big del campionato Milano e Venezia, inarrivabili per materiale umano, le restanti squadre sono composte si da giocatori fisicamente di livello superiore, ma non sempre in grado di approcciare con la necessaria durezza alle sfide; da questo punto di vista l’ossatura triestina proveniente dalla seconda serie non ha niente di che invidiare a colleghi, sia italiani che stranieri.” Devondrick Walker ai box e ancora oggetto misterioso, Ojars Silins in scadenza di contratto, che giocatore serve di più all’Alma? “Sincero? Nessuno. Onestamente la partita con Cantù ha fatto vedere che Trieste ha 6/7 terminali in grado di segnare 10 punti a partita, ha rotazioni lunghissime ed è stata in grado di consolidare la propria identità di gioco (Pesaro a parte) anche quando aveva 4/5 infortunati.” Il panorama nazionale parla di squadre in crisi, altre in convalescenza. Fino ad ora quale squadra ti ha impressionato di più e chi ti ha deluso? “Mi è piaciuta Cremona, al di là della sconfitta di misura a Milano. Ha un impianto di gioco convincente, un roster costruito bene. La delusione per ora è Torino, fra giocatori che hanno paura dell’aereo, altri infortunati, con un “mostro sacro” (coach Brown ndr) anch’esso a far la spola fra gli USA e l’Italia e con un gruppo da rivoluzionare continuamente.” Cosa dicono di Trieste in giro per l’Italia, c’è credibilità attorno al progetto Alma? “Sicuramente si. La prima cosa che rimarcano è la solida e ambiziosa gestione societaria, la seconda (che fa molta più eco) è la splendida arena traboccante di entusiasmo. Giocare all’Allianz Dome diventa per le avversarie una gioia ma anche un’intimidazione.”

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Pubblicato il novembre 27, 2018, in Aperitivo Sotto Canestro, BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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