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Una squadra, una città. Trieste urla la sua voglia di serie A battendo Cremona

55698693_10218088405670888_4815625174609035264_nUna sfida di alto livello in un clima surreale: Trieste si stringe attorno alla squadra dopo la traumatica notizia dell’arresto del Presidente Luigi Scavone, riempiendo l’Allianz Dome all’inverosimile. Di fronte una Vanoli Cremona carica a mille, con l’ex di turno Michele Ruzzier fresco di rinnovo.

“La gente come noi non molla mai” è il coro che si staglia sul cielo giuliano prima della palla a due, moto perpetuo di un popolo appassionato di basket che non conosce pace. Difende Trieste come non ci fosse un domani, in attacco il gioco ragionato trova meno fluidità ma comunque diversi canestri: 8-4. La Vanoli, pur cominciando soft, intelligentemente cerca soluzioni attaccando il ferro, magari dall’amato pick and roll, la metà campo di fatica non è ancora adeguata. Justin Knox è a dir poco ispirato, colpisce il canestro lombardo da tutte le posizioni e i padroni di casa conservano l’inerzia dalla palla a due: 22-18. Attacchi al loro meglio, con un Dragic che innescata la sesta marcia non ha credibili contrapposizioni; break dei biancorossi di casa a fine quarto, chiuso sul 35-24. Spezzettato inizio di seconda frazione, tanti falli commessi dalla squadra di casa, una giocata di pura voglia di Mosley fa esplodere l’Allianz Dome ma anche coach Sacchetti che chiama time out. Pura foga espressa dai ragazzi di coach Dalmasson, Cremona subisce lo tsunami ma senza uscire dal match: 47-33. Con il secondo quintetto la Pallacanestro Trieste non scende di qualità cestistica, anzi, lombardi sempre più spettatori di un assolo triestino: 54-33. Il pubblico tutti in piedi accompagna le squadre negli spogliatoi, ci sono ragioni troppo diverse fra le due contendenti per non registrare un divario di questo tipo: 61-37.

Pilota automatico innescato in casa Trieste, anche la ripresa delle ostilità non cambia i connotati tecnico/tattici; dopo neanche due minuti si sfiora il “trentello”. La partita traccia anticipatamente un patto di non belligeranza fra le contendenti, una tacita accettazione di squilibrati rapporti di forza: 68-43. Trevis Diener con 7 punti scuote i compagni, ma è un fuoco di paglia, immediato nuovo break triestino e coach Sacchetti si rifugia in un nuovo time out. Crawford è uno dei pochi ad essere sempre centrato rispetto a quello che si deve fare sui 28 metri, Ricci si sveglia tardi e la fine del terzo quarto si chiude con un emblematico 83-56. Andrew Crawford, al netto di un match finito, conserva l’argento vivo di un giocatore di una completezza rimarchevole; primo momento di distrazione dei padroni di casa, Diener e soci ne approfittano, 83-64. Si ferma per qualche minuto l’attacco triestino, tante palle perse ed errori non provocati, ma senza creare scosse emotive. Hrvoje Peric ferma l’emorragia biancorossa con una tripla, gli ultimi quattro minuti sono un passarella orgogliosa dei padroni di casa: finisce 97-80, Trieste urla la voglia di serie A e Cremona può solo prendere serenamente atto.

Raffaele Baldini

 

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Pubblicato il marzo 31, 2019, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Michele spatafora

    E ora non ci ferma nessuno ne giudici ne’ rivali
    Adesso 4 corrierate per avellino evvaaaiii

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