Tanjevic il “surrealista” nella “Hall of Fame” FIBA

epgUInXjCkWCJLQFNmFEzQFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

A Pechino si è consumata la cerimonia per la “Hall Of Fame 2019”, a corollario del ventunesimo Congresso FIBA: undici personalità di livello mondiale della pallacanestro, otto giocatori e tre allenatori, sono stati riconosciuti durante l’evento organizzato presso lo Sheraton Grand Beijing Dongcheng Hotel. Fra i timonieri, un nome spicca e non può non scuotere emotivamente gli appassionati di basket locali: Bogdan Tanjevic, 8 anni sulla panchina triestina e la cittadinanza onoraria, premiato 6 anni dopo un’altra icona cestistica quale Cesare Rubini. Così il Presidente della FIBA, Horacio Muratore, ha presentato gli eletti: “I loro contributi dentro e fuori dal campo hanno influenzato il nostro sport nel modo più positivo che si possa immaginare. Attraverso i loro successi, la loro dedizione e innumerevoli sforzi, hanno anche aiutato la crescita del basket in tutto il mondo. Le mie più sincere congratulazioni vanno a tutti loro per aver ricevuto questa meritata onorificenza”. Bogdan Tanjevic è uomo di grande valori cestistici ma anche umani, come si evince dalle prime parole esternate una volta raggiunto il palco del Sheraton: “sono naturalmente molto orgoglioso di essere qui questa sera, fra giocatori e allenatori così importanti, ma non posso non emozionarmi a veder seduto davanti a me Oscar Schmidt.” Si, proprio il giocatore brasiliano portato nel lontano 1982 a Caserta, nello scetticismo di tutti, divenuto “Mano Santa” all’ombra del PalaMaggiò. La riconoscenza ha la memoria lunga, come lungo è stato il percorso professionale: “voglio condividere tutto questo con i giocatori, i club in cui ho avuto l’onore di allenare e che considero famiglie: Caserta, Trieste, Milano, Limoges. Poi naturalmente non posso non ringraziare la mia famiglia che mi è sempre stata vicino.” Boscia non è e non sarà mai un uomo banale, come le sue prese di posizione sulla politica baskettara internazionale. Mai allineato all’Eurolega nella lotta contro la FIBA, ha sempre sposato il credo del neo Presidente Muratore e del predecessore Patrick Baumann: “appoggerò sempre la decisione della FIBA di giocare partite durante la stagione regolare, perché non vedo il motivo di non vedere le nazionali giocare. In tal senso vorrei che  le manifestazioni siano maggiormente rispettate, per la crescita e lo sviluppo della pallacanestro mondiale.”  Del resto anche in ambito nazionale, Tanjevic ha sempre supportato l’amico Gianni Petrucci nelle lotte titaniche al colosso continentale dell’Eurolega e ad un modo di vedere la pallacanestro più simile alla NBA. A prescindere da tutto Trieste può sentirsi orgogliosa di aver accolto e apprezzato un uomo che ha portato il surrealismo balcanico in Italia, varando quella che ad oggi è la più avanguardistica e coraggiosa forma di progettazione cestistica, la Stefanel dei vari Bodiroga, Fucka, De Pol, Cantarello, Pilutti.

Pubblicato il settembre 4, 2019, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Michele spatafora

    Bell’ articolo equilibrato ma deciso dove surrealista almeno a me mi fa anfare sul vocabolario!!!
    Mitico bosciaaaa

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