Keys of the Match- BRESCIA

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Un clamoroso successo in Sardegna per riacquisire autostima, entusiasmo e soprattutto conferme sul lavoro settimanale. La truppa agli ordini di coach Dalmasson prepara la sfida di questa sera all’Allianz Dome, contro una delle formazioni più in forma del momento, la Leonessa Brescia.

Occhio al cambio di ritmo dalla panchina

Nell’ultima vincente uscita stagionale contro Trento, coach Vincenzo Esposito ha fatto partire il neo acquisto Angelo Warner e Tommaso Laquintana dalla panchina. La scelta, per quello che concerne l’americano, potrebbe essere dettata anche da un graduale inserimento nel gruppo. Fatto sta che i due hanno spezzato in due la difesa trentina, con cambi di ritmo, penetrazioni rapide e illuminanti scarichi per i compagni. Calcolando i disastri che ha fatto Josh Mayo contro il reparto esterni triestino nella sfida con Varese, una delle chiavi sarà trovare non tanto un antidoto difensivo aalla cadenzata regia di Luca Vitali, quanto alla verve della coppia sopra citata.

Il migliore Abass di sempre

Gioco forza quando c’è disparità di talento sul parquet, la squadra in difetto deve concentrare le proprie forze in primis sulla chiave difensiva. Un altro uomo in missione sarà chi si prenderà la briga di marcare Awudu Abass, in forma strepitosa, nell’ultima uscita autore di 17 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Probabile una staffetta fra Jones, Justice e Strautins, con un possibile “disturbatore” come Coronica. Se la difesa è aggressiva e costante, Abass in altre occasioni ha palesato difficoltà evidenti ad esprimere la propria pallacanestro.

Togliere dal match Cain

Tyler Cain è l’unico vero lungo a disposizione di coach Esposito. Forte, fortissimo per il tipo di basket italiano, essenziale nei movimenti e tecnico, “sporco” quanto basta in area pitturata per tagliar fuori i diretti avversari a rimbalzo. Nonostante non fosse avvezzo ad esser gravato di falli, un buon motivo per rendere la partita di Trieste più abbordabile è quello di attaccarlo con regolarità; Mitchell e Cooke hanno un dinamismo maggiore, possono arrivare al ferro da ogni parte, costringendo Cain a lavorare con i piedi oltre le proprie possibilità.

Elmore e Justice, quell’applauso in più…

E’ un discorso quasi prettamente riservato a Jon Elmore, in quanto Kodi Justice ha potuto “sgrezzarsi” emotivamente con l’esperienza europea già vissuta. Elmore è soggetto da “mugugno”, nelle prime partite stagionali ha esaurito i bonus per non essere osservato con la lente d’ingrandimento e uno spirito critico; può sembrare assurdo, ma enfatizzare con un applauso in più o un incitamento in più ogni piccola cosa fatta sul parquet, può restituire un giocatore rigenerato. Farlo a prescindere, sarebbe un insulto all’intelligenza del giocatore e alla sua estrazione di figlio dell’allenatore.

Pubblicato il ottobre 19, 2019, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Emiliano giannatasio

    Bresciani scarsetti credo che li battiamo con deros ventello

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