Mario Ghiacci costretto a qualche rinuncia pesante in vista della prossima stagione?

k2_items_src_89676d015c82b1af2464306edfba0db0La rivoluzione post “coronavirus” metterà tutto lo sport internazionale nelle condizioni di dover ricalibrare tutto, in primis la gestione economica di quello che a tutti gli effetti sarà un piacevolissimo “vizietto” da godere nella parsimoniosa vita di tutti i giorni. Tutti o quasi sono indirizzati ad un fisiologico ridimensionamento del budget, Virtus Bologna e Armani Milano a parte, nei migliori dei casi attorno al 30% (vedi Leonessa Brescia). Mario Ghiacci a Trieste sta facendo un due conti, lasciando trasparire la necessità di qualche “dolorosa rinuncia”, a prescindere se il contratto fosse garantito o meno per la prossima stagione. E’ chiaro che siamo nel campo delle interpretazioni soggettive, ragionate secondo pochi elementi noti.

I contratti da “rivedere” sono diversi, ma reputiamo che le posizioni di Juan Fernandez e Riccardo Cervi siano blindate; il primo perché è un tassello fondamentale nello scacchiere della vecchia e nuova Allianz Trieste, tecnicamente e per passaporto. Inoltre, nonostante fosse un possibile uomo-mercato, trasuda triestinità acquisita da tutti i pori, cosa non trascurabile. Il secondo è un acquisto fatto in corsa proprio in virtù di quello che sarà, quindi gioco forza è parte integrante del nuovo progetto.

Coach Eugenio Dalmasson ha già fatto sapere di poter venire incontro alla società per quello che concerne il contratto (limatura verso il basso ndr.), per cui si può dedurre che ci sia un accordo di massima fra le parti per proseguire l’avventura triestina.

Traballano invece le posizioni di Daniele Cavaliero, Matteo Da Ros e Hrvoje Peric. Il croato ha il contratto più pesante, anche se è quello che ha dimostrato di più in questa stagione; se decidesse di ridursi l’ingaggio, in virtù di garanzie che la società triestina ha sempre dato in tal senso, potrebbe essere anche lui semi-blindato. L’ “uomo promozione” Daniele Cavaliero è purtroppo nelle condizioni peggiori, suo malgrado; nonostante “alleggerisca” economicamente la società dell’appartamento, ha un potere contrattuale debole in virtù del naturale trasporto emotivo per la piazza e per l’anno in più sulle spalle. Tutti elementi che spingono il club a “forzare” verso il basso l’offerta, senza cattiveria ma perché è così che va il mondo, volenti o nolenti. Resta da capire quanto il suo essere punto di riferimento nello spogliatoio, nella tifoseria e in campo valga il “sacrificio economico”. Matteo Da Ros invece sembra aver consumato l’idillio con Trieste, un po’ per un ruolo che al piano di sopra è dannatamente competitivo, un po’ perché la personalità dell’ala milanese non gradisce ruoli da comprimario. Tatticamente potrebbe essere ancora un elemento ideale nello scacchiere tattico di Dalmasson, purchè entrambi abbiano voglia di supportarsi/sopportarsi.

A scanso di equivoci, lo esprimo in stampatello, questi sono ragionamenti sulla stregua di messaggi subliminali da portare in superficie aspettando l’abbassamento della marea; in piena alta marea quindi si danno argomentazioni in pasto al dibattito sportivo, con presupposti noti ma conclusioni tutte da definire in corso d’opera.

Raffaele Baldini

Pubblicato il aprile 30, 2020, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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