Analisi del giorno dopo: il ruolo di coach Legovich, la difesa e il (non) comunicato su Henry

Il piano partita azzeccato, grandi meriti di Marco Legovich e Franco Ciani

Dietro ogni “game-plan” indovinato c’è sempre un lavoro certosino di video-analisi. Il preposto in casa Allianz Trieste è Marco Legovich, valente coach a fianco di Eugenio Dalmasson da qualche anno e, a detta di molti, fra i più talentuosi tecnici del panorama triestino. Da lì parte la costruzione di un successo tattico, fatto di mille sfumature e letture relative agli avversari, ma anche su come attaccare i loro punti deboli. Con Franco Ciani ed Eugenio Dalmasson si traducono gli appunti presi, declinandoli secondo il materiale umano a propria disposizione. Poi, diciamocela tutta, ci sono tattiche più o meno leggibili e quelle di coach Pozzecco, per lo staff triestino, sono come le lettere gigantesche nella prima fila della tabella luminosa presente negli studi oculistici.

Una difesa di squadra, in crescendo

Per 30 minuti (primo quarto a parte) Trieste ha difeso benissimo. Straordinario lavoro sul post basso, sia nel disturbare le ricezioni, sia nel fronteggiare con chili e centimetri gli attaccanti sardi. Anche sugli esterni è stato fatto un buon lavoro, pur considerando che Spissu, Bendzius e Gentile ci hanno messo del loro a sbagliare da oltre l’arco. Quello però che conforta è la coerenza fra le parole dello staff tecnico e quello che si è visto sul rettangolo di gioco: siamo in crescita fisica ma non ancora al top, la prova provata è l’innalzamento del livello di aggressività difensiva nell’ultimo quarto (pur con rotazioni limitate), con un capolavoro in una delle ultime azioni con Burnell costretto a lanciare materiale edile verso il ferro allo scadere dei 24”.

Il senso di essere una squadra

Arriva una tegola pesante come un macigno come l’infortunio di Myke Henry prima della sfida ad una delle più forti squadre del campionato. Qualsiasi maligno avrebbe detto “ecco, adesso hanno la scusa per perdere”. Poi ci si mette un primo quarto allineato con il servizio di Eurosport, da buio totale, in cui l’Allianz Trieste non vede il canestro neanche in cartolina. Questi presupposti avrebbero stroncato anche un toro, invece il GRUPPO non si è disunito, si è compattato partendo dal principio “primo: non prenderle”; difesa che genera adrenalina, adrenalina che si trasforma in ritmo offensivo. Anche il linguaggio del corpo dei protagonisti è stato di quello che fanno ben sperare, con rimbalzi catturati in cooperazione, tuffi sul parquet e incitamenti reciproci. Questo è essere SQUADRA.

Il comunicato su Henry è una mancanza di rispetto

Passi il fatto di esser passato da “coglione” (una più una meno) individuando nelle chiavi della partita il possibile ruolo da protagonista di Myke Henry, così come per i colleghi aver messo Henry fra i disponibili…quello che è inaccettabile in una città che vive di pallacanestro la superficialità con cui (non) si comunica, a maggior ragione se la società porta il nome di uno sponsor come Allianz. Rispetto verso gli appassionati vuol dire anche tenerli aggiornati, coinvolgerli nelle vicende quotidiane della prima realtà sportiva di basket, renderli partecipi di un vissuto che, mai come in questo periodo, necessita di segnali. Giornalisticamente ormai siamo alla pura chiaroveggenza fra allenamenti a porte chiuse, interviste a distanza e comunicati spediti con il fuso orario australiano (nella parte più lontana, quella del New South Wales, Victoria, Tasmania). E non parliamo di pre-tattica perché è un insulto all’intelligenza…

Raffaele Baldini

Pubblicato il ottobre 5, 2020, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 10 commenti.

  1. Quello che ti sfugge è che la tua è la posizione dell’influencer. Non del cronista sportivo. Segno dei tempi… Molto del mugugno sul basket cittadino c’è perché lo legge sul Piccolo. E’ un cane che si morde la coda? Forse. Renditi conto che non sei vittima di nessuno, ma anzi un certo potere in quanto scrivi da posizione privilegiata. Puoi veicolare le opinioni su cose che interessano soltanto te e il tuo mestiere. (Allenamenti a porte chiuse, il tifoso si mette il cuore in pace e non persevera per anni a battere su sta menata). Non capisco se ai finta di non saperlo oppure…

    • Difficile che il mugugno venga letto sul Piccolo, in quanto c’è una chiara scelta di evitare ogni tipo di polemica. Forse è un’opinione di Raffaele Baldini, che mette nome, cognome e faccia…sul proprio blog. Il dibattito è il sale dello sport, ci si confronta con argomenti, e se Baldini pone degli argomenti sbagliati, ognuno ha la possibilità di rimarcarlo con altrettanti argomenti. Si chiama libertà di pensiero e di espressione. Tutto là

      • Queste frecciatine che leggo qui le leggo pari pari sul Piccolo. Si spera che il tuo capo redattore tenga a freno il resto. Causano un minimo, ma è capitato anche serio logorio (l’affaire sponsor l’anno scorso). Per finire, un appunto, visto che lo usi questa tecnica elusiva di continuo. Seriamente usi l’argomento dell’anonimato? Nel 2020? Su internet? Ancora non sai che è meglio evitare di usare dati reali? Sto usando un accont twitter, di sicuro non metterò mio nome e cognome? C’è scritto LM consideralo alla stregua di un Lo.Ga.

      • Guarda, son sincero…non sono mai stato accorto, tendo a dire le cose che penso mettendo nome e cognome, ma capisco che probabilmente hai ragione tu…di questi tempi meglio agire “sottocoperta”

  2. Scusa… parli di rispetto, ma poi, da sempre, sei il primo a sputare su gocatori e società, se così ti gira! Pretendi rispetto, ma fossi in te non ci farei molto affidamento.

    Come tifosa e appassionata, mi dispiace molto per il giocatore…

    • Io non “sputo” su nessuno, ho il massimo rispetto di tutti ma faccio il mio mestiere. Facciamo una cosa, siccome conosco gli “haters”…io metto un nome, un cognome e una faccia, compresa un’email: scrivimi e ci confrontiamo, tutto il resto è fuffa…

  3. “Fino a poche ore dall’inizio della gara lo staff medico ha cercato di permettere al giocatore di scendere in campo, ma alla fine si è preferito tenerlo a riposo.” Cosa non è chiaro nel comunicato stampa di domenica mattina? Avresti voluto sapere fin da venerdì che il giocatore era in forse? L’avrebbe voluto pure il Poz… Per cortesia, sei un cronista sportivo, attieniti alla cronaca, ovvero alle cose come si presentano e quando si presentano.

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