Milano non cerca complicazioni comandando a Trieste dal primo minuto

All’Allianz Dome arriva la corazzata Armani Milano, impensierita piu’ sanitariamente che tecnicamente in Eurolega dall’Asvel Villeurbanne nell’ultima partita giocata. Trieste è un ospedale da campo, non per CoVid19 ma per gli infortuni di Daniele Cavaliero (ormai da questa estate), Myke Henry e ultimo di Ike Udanoh. La società giuliana ha potuto limitatamente correre ai ripari riportando in biancorosso Federico Mussini, uno degli artefici della promozione in serie A.

Subito Tarczewski nei primi cinque per speculare sull’assenza di Udanoh nei padroni di casa; gioca benissimo a due l’Allianz con Gaziulis finalizzatore ma anche insospettabile passatore, 6-4 e coach Messina ad interrompere immediatamente il match. Esce benissimo dal time out l’Armani, 0-8 attaccando il ferro e poi punendo con tripla Leday; contro minuto chiamato da Dalmasson. Difesa alta e aggressiva ordinata da Messina, il livello dei lombardi si alza come le nebbia a novembre, l’allungo è inevitabile: 6-16. Divario fisico di due categorie differente, Milano lo abbina ad una qualità offensiva da Eurolega alta; Datome castiga senza forzare, +16 esterno. Primo quarto stordente per i padroni di casa, Armani avanti 12-26. Tarczewski sotto canestro ecumenico, sbaglia tutto quello che è possibile (e impossibile) sbagliare, Trieste prova con qualche fiammata a non far scappare i lombardi. Nuovo allungo Armani con tripla di Rodriguez, “ventello” materializzato senza forzare le marce; Allianz, al di là degli assenti, troppo lenta e prevedibile, 22-39. Ettore Messina si siede solo per recuperare le energie per l’incazzatura successiva, la sensazione è che non voglia sprecare neanche un secondo per allenare una stagione decisiva. Nella girandola di cambi ospite c’è spazio per qualche mini break dei padroni di casa: 29-40. Anche il pubblico sembra rianimarsi al tentativo di rimonta, premiando lo sforzo degli uomini di Dalmasson; squadre all’intervallo sul 36-45. Fase difensiva triestina inversamente proporzionale alla qualità offensiva, senza muovere il punteggio Milano può gestire senza stress il vantaggio: 36-50. Brooks-Shields dall’arco e il rischio di riaprire la partita è scongiurato. Trieste non abbandona mai la concentrazione, nonostante tutto; manca sicuramente quel minimo sindacale di qualità offensiva per impensierire l’Armani. Qualche chirurgica conclusione a segno per non complicarsi la vita, la compagine allenata da Messina ha tutta un’altra struttura rispetto agli scorsi anni. Terzo quarto chiuso sul 45-69. Davide Alviti è il più centrato nell’attacco giuliano, pochi fronzoli e immediatezza nelle conclusioni; momento della partita con tanti errori, compreso quelli della terna arbitrale che “sgomita” per ritagliarsi una parentesi di errata celebrità. Scorrono i minuti senza sussulti, Armani allunga su quello che resta dei giuliani: 51-78. Milton Doyle raddrizza le cifre a “babbo morto” con triple a ripetizione, il finale è meno amaro per i padroni di casa: 65-87. Per l’Armani Milano è la seconda serata in pantofole in vista della prossima sfida di Eurolega.

Raffaele Baldini

Pubblicato il ottobre 11, 2020, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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