Le chiavi del match: quale Fortitudo di fronte, far muovere i lunghi e il “Lobito” imbavagliato

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Allianz Trieste alla prova del nove, una sfida alla Fortitudo Bologna che vale tanto, soprattutto dal punto di una auto-analisi sul percorso di crescita. La squadra di Eugenio Dalmasson arriva in terra felsinea con una corroborante vittoria interna contro Reggio Emilia, una serenità ritrovata per aver allontanato l’ultimo posto e una prospettiva interessante.

Giochi di equilibri: che Fortitudo di fronte?

Coach Dalmonte ha rivoltato come un calzino la Effe. Non è la questione tattica ad aver fatto cambiare marcia ad Aradori e soci, né il mercato, bensì quella capacità di recuperare giocatori finiti nel dimenticatoio delle rotazioni. Totè, Palumbo, Sabatini sono stati italiani responsabilizzati nuovamente nel momento in cui il roster perdeva pezzi da 90, dando di colpo un equilibrio maggiore all’attacco, esaltando la leadership di Adrian Banks. Ora contro Trieste torneranno in gruppo Saunders e Fantinelli, pedine fondamentali (soprattutto il primo) che però rimodellano inevitabilmente il meccanismo fortitudino (anche perché Fantinelli e Baldasso sono tipologicamente identici). Nel tempo che ci impiegherà la Effe per ritrovare il nuovo assetto risiede la capacità o meno di Bologna di innalzare ulteriormente la qualità della propria pallacanestro, e quindi della forza da opporre a Trieste.

Il pick and roll dinamico, mettere a nudo il macchinoso reparto lunghi

Fantinelli a parte, i registi della Fortitudo non sono proprio dei mastini difensivi. Sabatini, Baldasso, Palumbo e Banks spesso “gradiscono” il pigro appoggio sul bloccante, lasciando involontariamente vantaggi evidenti all’attaccante. Non bastasse l’abbinamento difensivo al pick and roll, cioè quello del lungo, registra un Hunt leggermente indolente e poco propenso agli “aiuti difensivi”, un Totè poco ruvido e l’unico competente, Marco Cusin, ormai con gambe meno dinamiche. L’Allianz trarrà vantaggio dalle situazioni di gioco a due se eseguirà in maniera dinamica il pick and roll, avendo magari fatto muovere prima la difesa, avendo la volontà di attaccare il ferro cercando il canestro o lo scarico al lungo di turno.

Occhio al Fernandez “asfissiato”

Quando un allenatore avversario nel prepartita indica in Juan Fernandez l’uomo più pericoloso di Trieste, state certi di vedere il giorno seguente un’asfissiante difesa su di lui, se non tutto campo, a metà campo ma molto fisica. Luca Dalmonte ha Fantinelli, Sabatini, Palumbo, Baldasso come macro-staffetta ideale per spartirsi l’onere di limitare il “lobito”. Si evince che una delle chiavi sarà il supporto di Laquintana, Cavaliero e Doyle alla regia, ma non per portare il pallone oltre metà campo, bensì per essere un elemento di sostanza nello scacchiere biancorosso.

Pubblicato il gennaio 10, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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