Cavaliero: “Gioco per il nome davanti alla maglia, possono anche togliermi il cognome dalle spalle”

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Daniele Cavaliero è l’ospite della 2° puntata di “Aperitivo sotto Canestro”, la trasmissione per l’approfondimento cestistico di inizio settimana. Tolto lo scimmione canturino dalla spalla, l’esterno triestino in forza all’Allianz parla dell’importante vittoria “messa in saccoccia”, per dirla alla Cavaliero, ma molto più a largo raggio su compagni di squadra e identità. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che Daniele parte per confermare la bontà di un gruppo: “Ho la fortuna di giocare con compagni di squadra di assoluto livello morale, per cui la triestinità, per città natìa o indotta, rappresenta la spinta a dare tutto ad ogni allenamento, ad ogni partita. Forse non tutti si rendono conto, guardando quaranta minuti di pallacanestro alla televisione, quanto il nucleo storico, e di riflesso il resto della squadra, ci dia dentro per superare i propri limiti. Io l’ho detto mille volte, dopo aver peregrinato in giro per l’Italia, oggi potrei giocare senza nome sulle spalle ma solo per il nome davanti la canotta.” Questo c’entra con la vittoria di domenica con Cantù? “Certo, perché laddove tutti fossimo consci di aver disputato una partita non all’altezza, l’aver gettato il cuore oltre l’ostacolo nei minuti finali fa la differenza fra chi ci tiene e chi no.” A tal proposito rimarchevole la prova di Hrvoje Peric, un giocatore che potrebbe essere da oggi un ex dell’Allianz: “è stato commovente. La sua partita è la dimostrazione di come “Pero” sia parte dell’identità di cui sopra. Lui, come dice Eugenio (Dalmasson ndr.), era il più giusto per entrare nel nostro mondo, per quello che conosce lui di noi, e quello che sappiamo noi di lui. A prescindere dal suo futuro, mi auguro che Hrvoje possa ancora dare una mano alla squadra, perché è un uomo che vale.” La chiacchierata in trasmissione porta a galla tante sfumature dei singoli compagni, dando uno spaccato per molti sconosciuto, in un’annata particolare come quella attuale sotto scacco CoVid19. La chiosa finale è la domanda più spontanea: “Cosa farà Cavaliero da grande?”. La risposta è una “giocata d’esperienza”: “Fosse per me, giocherei fino a ottanta anni. Per tutto che può essere onestamente dico che non lo so, anche perché non sono io a fare i piani societari e soprattutto tendo a focalizzarmi sul presente.” La sensazione è che ci sia un legame inscindibile fra Cavaliero e la città di Trieste, difficile da separare in senso agonistico, percorribile in senso societario, ma su volontà reciproche.

Pubblicato il marzo 9, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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