Analisi del giorno dopo: compatti alla meta, purchè si rimanga affamati

Compatti all’obiettivo

Coach Eugenio Dalmasson dopo Trento aveva chiesto fiducia; da chi è 11 anni al timone della Pallacanestro Trieste era dovuto, a prescindere dal fatto che poi il gruppo ha dimostrato di non remargli contro. Non è cambiato niente a livello tecnico/tattico, ed è questo che bisogna mettersi in testa quando si parla di gioco di sistema dalmassoniano: la squadra, se ha gambe e testa allineate, esegue con i tempi e traendo grandi benefici, se qualcosa viene meno, il risultato negativo è forse più eclatante del solito, perché non esiste un “piano B”. Quindi evitiamo i “Nostradamus del giorno dopo”, con l’obiettivo raggiunto, perché diventa un esercizio stupido che non depone a favore di una lettura coerente dell’insieme. La vera nota saliente è che dopo Trento i giocatori si sono compattati, anche Myke Henry (alla sua maniera, sia ben chiaro), ritrovando i “tattici” per eccellenza come Delia, Alviti e Da Ros; inoltre la “cattiveria” per ottenere quello per cui si è lottato una stagione intera ha fatto la differenza. Non credo infatti al mero discorso della condizione atletica, non credo alla versione fisico/atletica “dopolavorista” di Trento e quella da “triatleta” quattro giorni dopo con Pesaro; credo che nello sport l’aspetto mentale sia decisivo, sopra a qualsiasi altra variabile.

Tempi di esecuzione

Invito tutti gli appassionati a guardare tutti i quaranta minuti della sfida a Varese, concentrandosi sulla VELOCITA’ di esecuzione nel passing-game offensivo. Non sono assistenze smarcanti, ma movimenti coordinati rapidi che muovono la difesa, che la stancano, che mettono in ritmo gli attaccanti. Se si fa eccezione per alcuni stucchevoli (e leggibili ndr.) passaggi in post-basso, il sistema offensivo triestino ha fatto ballare Varese come nel “Tagadà” di vecchia memoria (piattaforma a ritmo schizofrenico nei Luna Park ndr.). Quando l’Allianz esegue con questo timing, abbinato alla precisione, scaturiscono tiri ad altissima percentuale o servizi per i lunghi comodi come un’entrata uno contro zero.

Matteo Da Ros, “El General” de Trieste!

Ha dato dei “coglioni” a destra e a manca, dando credibilità al suo temperamento con le prestazioni sul campo. Sia chiaro, rivedendo le quattro partite oggetto di un’aspra discussione, rimango volentieri fra quelli che hanno detto e scritto “cazzate” (e che prenderanno il primo volo disponibile). Resta il fatto che Matteo Da Ros ha una personalità da vendere, elevata da un senso del dramma da attore consumato: nella sera del raggiungimento dei playoff lui si prende il lusso di annullare Luis Scola, “El General”, un uomo che ha fatto la storia della pallacanestro mondiale ma soprattutto che ha messo in riga tutto il campionato italiano. Certo, lo ha fatto coadiuvato da puntuali compagni di reparto, ma con l’innata capacità di abbinare difensivamente velocità di gambe e gioco fisico. Vedere Scola nervoso è già una vittoria, farlo uscire mestamente dal campo con soli 5 punti e 1/5 dal campo, è un quadro da mettere nel soggiorno di casa. Le pagelle sono un gioco, la sua prestazione è da vero Mvp del match.

Restare affamati

“Affronteremo questa parte finale della stagione con il cuore di chi ha fatto anche più di quello che era il proprio dovere.” Risulterò antipatico ma per coerenza devo stigmatizzare le parole di coach Eugenio Dalmasson nel post Varese. In primis perché un professionista non farà mai più del proprio dovere, semplicemente o lo fa o non lo fa. Ed il proprio dovere di un giocatore di pallacanestro è quello di non lesinare una goccia di sudore, a prescindere dal risultato finale. Quindi la squadra HA fatto il proprio dovere ma la testa e il cuore devono essere quelli di uomini affamati, perché se il dovere ha una matrice etica, l’ambizione ne ha una filosofica di enorme virtù. L’Allianz ha raggiunto un obiettivo rimarchevole, Trieste è fra le migliori otto d’Italia, ed è giusto voglia arrivare fra le migliori quattro. Ma deve farlo con convinzione, con la voglia di stupire ma soprattutto con l’onore delle armi. O con lo scudo o sullo scudo.

Raffaele Baldini

Pubblicato il aprile 26, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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