Le chiavi: Brindisi rivoluzionata tatticamente e “Perkins-centrica”. Che Banks troveremo?

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

La quiete prima della tempesta. Ci siamo, si torna a vivere la pallacanestro di alto livello con decibel alzati e con il calore (parziale) della propria gente. Si parte con il botto, incontrando quella Happy Casa Brindisi, ormai “bestia nera” dei biancorossi.

Pugliesi “Perkins-centrici”

Completamente rivoluzionato il sistema offensivo da coach Vitucci in vista della nuova stagione; da un dinamico ed imprevedibile meccanismo a cinque punte, spesso anche declinato sui 28 metri, ad un più statico sfruttamento del “top player” Nick Perkins. Tutto ruota attorno al mancino sotto canestro, in un gioco a metà campo con servizi al post basso o arrivandoci con le incursioni del regista “afro” Josh Perkins, nettamente più costruttore di gioco rispetto a D’Angelo Harrison. La sfida vicino al ferro (ma occhio che Nick Perkins colpisce anche da fuori con regolarità), in primis dal punto di vista dei chili da mettere addosso (Konate, are you ready?), poi facendo grande attenzione ai possibili “scarichi” per gli esterni, può diventare l’ago della bilancia.

Lucio e Raph, le due variabili impazzite

Lucio Redivo potrebbe essere il nome dell’edicolante di San Giacomo; in realtà dei “sangiacomini” ha una smodata personalità (griffe argentina), mista a strafottenza cestistica. “Gettonaro” a disposizione del club pugliese in vista del recupero di Wes Clark, in ogni partita di Supercoppa non ha pensato un secondo in più a quello che l’istinto gli suggeriva, prendendosi tiri (e canestri) fuori dai gioco con estrema naturalezza. Raphael Gaspardo invece è il giocatore non abbinabile da parte triestina: troppo rapido per Konate e Lever, troppo verticale per Grazulis.

Il fuoriclasse non è in campo

L’Happy Casa Brindisi ha il fuoriclasse… in panchina. Basterebbe aver visto la sfida a Milano in Supercoppa per capire che il “manico” è quantomeno incisivo nei brindisini; Vitucci è stato capace di rivoltare come un calzino una partita già persa, mixando tattica e aspetto motivazionale per cambiare la faccia alla sua squadra. Lo abbiamo visto negli ultimi anni, la sfida diretta delle panchine può essere un elemento decisivo, pur considerando che Franco Ciani ha di fronte una creatura con più punti di riferimento rispetto al passato.

Adrian Banks, l’ex di turno

Due aspetti che possono convergere in senso positivo per Trieste: gioca da ex ed è il terminale di cui l’Allianz ha bisogno per avere credibilità offensiva. La congiunzione degli astri potrebbe creare la condizione per avere un detonatore fra i biancorossi, e di conseguenza maggiori spazi anche per i compagni.

Pubblicato il settembre 26, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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