La Fortitudo è all’ “inferno”… e gioca da “posseduta”. Sfida di domenica fondamentale

Parafrasando la coreografia del derby, la Fortitudo ha valicato le porte dell’inferno ed ha tutta l’intenzione di trascinare qualcuno/a con sé. La squadra di coach Martino gioca da “posseduta”, si è immedesimata nello stile meno borghese di bologna, quello verace e passionale, quello che difficilmente si accomoda in un salotto aspettando un flut di spumante. “Posseduti” sono i tifosi della “Fossa” da sempre, la loro cultura prescinde dalle categorie e dalle mode, sono un’istituzione da preservare e demandare alle generazioni future. Il tifo nel derby è stato qualcosa di rimarchevole, trascinante e tracimante; è probabile una “calata” in terra giuliana per giocarsi una delle sfide più importanti della stagione (150-200 bolognesi previsti).
Eh si, la sfida fra Trieste e la Effe è forse, per connotati psicologici, tecnici e tattici, la partita più importante della stagione, per entrambe. Per la prima volta l’Allianz dovrà vestire i panni di chi ha bisogno (senza stress però) di punti che diano serenità all’ambiente, per la prima volta contro una formazione spalle al muro. E’ molto complesso immergersi in un clima da trincea così repentinamente, ma è contingenza stagionale. Non solo, l’aspetto emotivo/psicologico sarà la prima variabile incidente di questo faccia a faccia. La Kigili ha l’acqua alla gola, la foga con cui potrebbe approcciare al match è un’arma a doppio taglio: o si allinea con l’esecuzione cestistica sui 28 metri di parquet, e allora là son dolori per Trieste, oppure rischia di grippare mandando in crash il sistema, facendo deragliare Aradori e soci.
Le condizioni di Geoffrey Groselle e di Gabriele Procida sono in continuo monitoraggio. Il primo ha evidenziato l’interessamento del legamento peroneo astragalico anteriore, per cui è già stato avviato un ciclo di apposite terapie; il secondo, eseguirà un’ecografia questa mattina per il colpo subito alla coscia. Per quanto sopra descritto, giocatori “impossessati” è quasi certo che saranno della partita, dimenticando dolori e acciacchi. Entrambi sono troppo importanti per l’economia tattica della Fortitudo e di Antimo Martino.
L’ambiente dicevamo. Trieste ha sempre saputo rispondere da far suo al clima da corrida sugli spalti, con punte clamorose nei playoff di serie A2. La tiepida risposta stagionale ora necessita di un salto di qualità, quasi uno scatto di reni rendendosi conto del momento stagionale delicato. Per la prima volta l’appassionato di pallacanestro giuliano deve fare il “salmone”, andare contro-corrente rispetto alla corrente del fiume sportivo che sfocia nella depressione da risultato. Altrimenti è più che probabile che la Fortitudo giochi in casa, con un vento forte alle spalle che potrebbe disarcionare i biancorossi di coach Ciani.
Domenica c’è una gran partita, merita presenziare per tantissimi buoni motivi.
Raffaele Baldini

Pubblicato il marzo 16, 2022, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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