Le chiavi contro Venezia: letture offensive, l’area pitturata “intasata” di talento

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

La partita della verità. O meglio, dopo la versione più brutta (contro Pesaro) e quella più bella (contro la Virtus Bologna), c’è bisogno di una versione credibile che dia sostanza al giudizio sulla Pallacanestro Trieste. Non è certo una questione di vittoria o sconfitta, perché la Reyer Venezia è la terza corazzata del campionato, quanto piuttosto ad una opposizione degna giocando fra le mura amiche.

Letture sui cambi difensivi

La rinnovata Venezia è una squadra in rodaggio, un “cantiere aperto” come l’ha definita coach De Raffaele. Lo si è visto soprattutto nei complessi abbinamenti sui “pick and roll” pesaresi, con due giocatori sul palleggiatore e nessuno sul lungo o viceversa, o accoppiamenti di taglie troppo diverse. Trieste dovrà essere brava a impegnare la difesa ma soprattutto trovare la giusta lettura guardando gli adattamenti difensivi, con l’imperativo di sfruttare i lunghi Spencer, Vildera e Pacher.

Freeman dall’angolo

Difensivamente, la squadra di coach Legovich contro Pesaro, ha trovato enormi difficoltà a coprire difensivamente la metà campo, soprattutto grazie alle spaziature eccellenti dei marchigiani. Posto che la Reyer ha terminali pericolosi anche nel magazziniere, un’arma letale è Allerik Freeman, spesso “piantato” sugli angoli in attesa di scarichi dei compagni. Da quella “mattonella” è esiziale, anche perché di norma le difese collassano sul “pick and roll” centrale. Poi per i tiri dall’alto peso specifico, rispettare l’uscita dal “blocco stagger” (i bloccanti a breve distanza l’uno dall’altro) di Bramos per conclusioni da tre punti.

Fattore “W”

Derek Willis è un giocatore che vale tutti i soldi del contratto (e non sono pochi ndr.). Non bello da vedere ma è un’ala che fa tantissime cose: pericoloso dall’arco dei tre punti, bravo spalle a canestro, veloce faccia a canestro e soprattutto gioca una pallacanestro di grande atletismo. Esattamente come Brooks è il complemento perfetto per il gioco profondo di Mitchell Watt, lungo che ha sempre fatto malissimo a Trieste.

Pubblicato il ottobre 15, 2022, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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