Le chiavi contro Trento: il solito battito d’ “ali”, Flaccadori e i “tagliafuori”. Partita fondamentale.

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Una sfida natalizia di grandissima importanza, due punti che valgono tantissimo per Trieste contro una squadra, la Dolomiti Energia Trento, che al di là dello scivolone di coppa settimanale, sta attraversando un gran momento di forma (vedi vittoria interna con Milano).

Ennesimo pericolo “ali”

Come in quasi tutte le partite che deve affrontare Trieste, il pericolo maggiore viene dal reparto “ali” avversario. Andrew Crawford, l’ex Andrejs Grazulis e Trent Lockett rappresentano la qualità a disposizione di coach Molin. Se per Grazulis ci possono essere gli “anticorpi” utili, rappresentati da Lever e Pacher (sempre che voglia “investire” sulla fisicità), per gli altri due la cosa diventa complessa; se Lockett sta vivendo un insospettabile momento di ispirazione balistica (45.5% da tre punti), è Drew Crawford il vero rebus per fisico, tecnica e pericolosità diffusa. Peraltro il figlio dell’arbitro NBA aveva già fatto vedere i sorci verdi a Trieste con la maglia di Cremona nei playoff di qualche anno fa.

Spagnolo è il talento, ma Flaccadori è l’anima

Matteo Spagnolo è un talento tutto da guardare (giocherà?), ma chi veramente sposta gli equilibri in maglia trentina è Diego Flaccadori, guardia che ha maturato i gradi per essere un regista a tutto tondo, con licenza di offendere. Flaccadori e il suo ambidestrismo, unito a 193 centimetri forgiati all’estero, restituiscono un attaccante difficile da fermare. Anche in questo caso non è escluso che una “zona” ordinata da coach Legovich, possa perlomeno “provocare” l’attacco trentino su un aspetto apparentemente debole, il tiro da tre punti: 29.8% dall’arco è una percentuale su cui merita scommettere (o almeno provarci).

Occhio al “tagliafuori”

Se c’è una caratteristica marcata nella Trento degli ultimi anni è la capacità di andare a rimbalzo, soprattutto offensivo. Non parliamo di atleti stratosferici come fu Jacorey Williams (ora a Napoli), bensì di uomini con tempismo e ruvidezza in area pitturata. Grazulis (quando vuole), Udom, Atkins, Crawford ma anche guardie dalle spiccate doti di “rapinatori” come Flaccadori, Lockett, nonché docenti di scaltrezza come il “sindaco” Toto Forray. Attenzione quindi massima, il denominatore comune per tutti i quaranta minuti, perché i bonus in casa giuliana stanno finendo.

Pubblicato il dicembre 24, 2022, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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