La Pallacanestro Trieste affronta la seconda partita del trittico impossibile (Brescia-Bologna-Milano), non tanto per garantirsi un posto al sole, ma così poco decisivo (qualificazione BCL a parte), bensì per trovare un senso alla post-season. Se contro la Germani manca sempre un centesimo per fare un euro, contro la Virtus Bologna, non al suo meglio, c’è da capire a che punto è il team allenato da coach Taccetti.

Partiamo dall’infermeria: i giuliani probabilmente terranno a riposo ancora una settimana Mady Sissoko, sempre alle prese con il problema plantare. Ritroveranno Davide Moretti nelle rotazioni, affidando allo “small-ball” con Bannan e Candussi le risorse per contrastare il pitturato. La Virtus ritrova dopo tanto tempo un leader come Alessandro Pajola dopo l’intervento al menisco, mentre probabilmente non rischierà Matt Morgan; candidato alla tribuna Alen Smailagic, oggetto misterioso da qualche mese.

La presenza o meno di Matt Morgan diventa fondamentale per l’eventuale accesso alla “zona” da parte dei giuliani, ovviamente con un occhio di riguardo a Carsen Edwards e Derrisk Alston (43.2% da tre punti in stagione); potrebbe essere interessante vedere qualche brano di “2-3” con i bolognesi affidati in regia al duo Hackett-Pajola. Di primaria importanza il controllo dei tabelloni, essendo la Virtus non irreprensibile (14° in LBA con 34.6 carambole a partita) da questo punto di vista, ma con atleti del calibro di Diouf, Diarra, Jallow, Niang, Akele.

Il ritmo, per entrambe basilare per declinare la propria pallacanestro, sempre con un grado di celerità superiore alla media. La Segafredo Bologna corre benissimo sui 28 metri, grazie alle lunghe e rapide leve di Karim Jallow, di Derrick Alston e ovviamente di Saliou Niang, ma anche dal neo-arrivato Yago Dos Santos, per cui Bologna ha trovato nuova energia, sia cestistica che mentale. La Pallacanestro Trieste deve abbinare il gioco in transizione con il controllo delle palle perse, un atavico problema in seno ai biancorossi; soprattutto quando di fronte ai Pajola, e ringrazi iddio di non avere anche Vildoza.

Trieste dovrà con tutta probabilità cercare terminali nuovi, linfa vitale per un Jahmi’us Ramsey osservato speciale, per cui si prepara ad una probabile staffetta difensiva, e un punta di peperoncino con Daniel Hackett (come fu con Denzel Valentine la scorsa stagione).

Saranno quasi un centinaio i tifosi triestini al seguito della compagine biancorossa, non solo per la partita, non solo per il senso di appartenenza, ma per rivendicare la voglia di mantenere il titolo a Trieste.

Raffaele Baldini

Lascia un commento