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Giù il cappello per il Professor Paolo Paoli!

ANG_8591Coach Eugenio Dalmasson ha rivendicato il valore di uno stuolo di “invisibili”, addetti ai lavori che con la loro competenza hanno materializzato la corazzata Alma che…va di corsa. Non ho scritto a caso che “va di corsa”, perché il co-autore di questa sinfonia cestistica in salsa triestina è senza dubbio il Professor Paolo Paoli.

Conosco Paolo Paoli da una vita, da quando mi massacrava a Campo Cologna, una “Guantanamo” per tutti i non atleti come il sottoscritto dediti al sacro gioco della pallacanestro. Da quell’esperienza con la Ginnastica Triestina bisogna partire per definire la levatura professionale e umana di Paolo Paoli: la dedizione con cui consumava le sue ore a servizio della causa è manifesto di illuminato spirito di servizio, un paziente forgiare tutti gli atleti, da quelli potenzialmente futuribili a quelli, come me, palesi contro-altari. Questo per far capire che il Professor Paoli non declina la professione secondo il giusto prezzo, semplicemente coltiva una passione a prescindere, con il piacere unico di veder migliorare i propri sottoposti, anche fosse solo di un micro aspetto.

La sua storia ha conosciuto poi un lunghissimo periodo a servizio della Pallacanestro Trieste e della Pallamano Trieste, degna investitura per gradi conquistati sul campo. Per quello che concerne l’ambito cestistico (quello su cui posso parlare ndr.), il suo operato è una galleria di capolavori; la capacità di leggere gli intendimenti di diversi allenatori con diverse esigenze, la flessibilità nel capire decine e centinaia di caratteri diversi fra i giocatori, l’intelligenza di smorzare situazioni tese all’interno dello spogliatoio. Paolo Paoli è prima ricchezza interiore poi competenza tecnica. Tutte le creature forgiate negli anni hanno espresso atleticamente il massimo richiesto secondo i dettami dello staff tecnico, un certosino lavoro fra mille ostacoli. Atleti professionisti e non, cestisti da background completamente diversi, obiettivi stagionali diametralmente opposti fra un anno e l’altro, strutture relative a disposizione; non c’è mai stato un lamento, la frase “xe bravi i fioi, stago troppo be con lori” (sono bravi i figlioli, sto troppo bene con loro ndr.) sono un inno al positivismo professionale e umano.

Quello che vedete quindi sotto le volte dell’Alma Arena, questo gruppo eccezionale che dilania fisicamente le avversarie, che non smette di difendere neanche in doccia, ha le fondamenta solide dell’ “ingegner” Paoli, un altro che come Dalmasson alla sirena del quarantesimo minuto “scappa” negli spogliatoi lasciando il proscenio ai ragazzi.

Perché scrivo queste righe ora? Perché potrebbe essere una delle ultime stagioni, se non l’ultima, in Pallacanestro Trieste. Vi assicuro che non c’è americano, non c’è top player che meriti di essere corteggiato quanto il Professore. La società faccia il possibile e l’impossibile per trattenere una competenza di questo livello, sarebbe il primo credibile segnale per un futuro ambizioso.

Raffaele Baldini (www.cinquealto.com)

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Pubblicato il giugno 11, 2017, in BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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