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Andrea Pecile: “Sull’ultima azione di Torino non c’è stato cambio fra Cavaliero e Mosley. Non avete idea che tipo sia Peric…”

safe_imagePuntata a tutto tondo quella di “Aperitivo sotto Canestro”, ospite Andrea Pecile, Direttore Tecnico Settore Giovanile Alma, ma soprattutto un ex grande giocatore di basket. L’occasione è propizia per riavvolgere il nastro delle emozioni ripercorrendo una vittoria fondamentale contro Torino all’Allianz Dome: “è stata una partita che ha evidenziato quanto la squadra non sia fisicamente cotta, anzi, ha la forza di reagire e di vincere in un crescendo esponenziale. Un match che ha detto come Dragic stia entrando nei meccanismi del gruppo e stia migliorando lo stato di forma, che Torino abbia giocatori di livello ma senza un leader che trascini il gruppo. La difesa che concede 110 punti? Dobbiamo ricordare che c’è tanta qualità in serie A, se in seconda serie ci si poteva permettere delle battute a vuoto andando sotto solo di 6-8 punti, al piano di sopra si va sotto comodamente di 14-16 punti in un amen. Il problema è più di continuità che di qualità difensiva.” Entriamo nelle pieghe tecniche del match con due argomenti che hanno interessato gli appassionati: perché non si è commesso fallo alla fine dei regolamentari e se hanno un senso le tre fischiate per infrazione di passi a Dragic: “sull’azione finale culminata con fallo di Cavaliero su Moore c’è stata un’incomprensione con Mosley per un cambio sistematico non arrivato. Daniele si è trovato costretto a coprire repentinamente la distanza con l’americano di Torino, forse con troppo impeto. Due su tre infrazioni di passi ci sono, la terza mi è sembrata una corretta partenza stessa mano stessa gamba, non facile da vedere per l’arbitro però.” Sui singoli grandi elogi a Cavaliero e ad un Mosley che tu conosci bene dai trascorsi agonistici: “ero in quadra con lui alla Biancoblu Bologna, e già da rookie Will ha capito perfettamente come potersi  ritagliare una carriera professionistica in Italia, senza voli pindarici (NBA ndr.) ed essendo ben conscio dei propri limiti. Il mio “fratellone” Cava è stato superlativo, con i 9 punti consecutivi e la tripla sul cambio del lungo ha cambiato l’inerzia della sfida.” Sanders con l’arrivo di Dragic sembra aver perso fiducia o è un’impressione figlia delle ultime prestazioni sotto tono? “Jamarr è e sarà sempre un uomo di complemento. Non sarà come Wright un trascinatore, uno che si prende il pallone e attacca il canestro. Lui finalizza un gioco corale, aspettando il momento opportuno per colpire.” A fine Febbraio presente all’Old Star Game, su entrambe le sponde, quella triestina e quella isontina: “mi piace che questa occasione sia anche un po’ la sintesi della mia carriera, iniziata da giovanissimo giocatore di Gorizia con coach Frates e finita a Trieste in serie A2. Il paron Zorzi mi ha fortemente voluto almeno un tempo, ed io non potevo dire di no al richiamo E’ curioso per me vedere tanti campioni che conosco solo di fama, così come è ancor più curioso essere in campo il più giovane.”

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Pubblicato il gennaio 30, 2019, in Aperitivo Sotto Canestro, BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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