Clamoroso a Sassari: Pozzecco se ne va. E a Trieste gli accostamenti si sprecano…

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Sardegna, terra da passioni forti e amori consumati velocemente. Così, dopo l’idillio fra il presidente Stefano Sardara e Romeo Sacchetti, ecco un altro divorzio inaspettato. Nella giornata di ieri si sono poste le basi per rendere pubblico la fine del rapporto fra l’allenatore Gianmarco Pozzecco e il Banco di Sardegna Sassari. In realtà chi conosce bene i caratteri dei due personaggi sa perfettamente che da mesi c’era un rapporto che se non può definirsi conflittuale, può perlomeno essere vicino ad essere considerato complicato. Fatto sta che nella giornata odierna verrà ufficializzata la separazione con una conferenza stampa, per cui le motivazioni non sono note ma potrebbero, usiamo il condizionale, essere legate a clausole CoVid19 contrattuali o alla “perdita” di Dwayne Evans e Vasa Pusica. Evans ha deciso di accettare l’offerta arrivata dal Giappone ed è a un passo dalla firma con i Golden Kings Okinawa mentre Pusica, declinata l’offerta della Dinamo , è sulla strada della Lituania dove dovrebbe accordarsi con il Lietuvos Rytas. C’è anche un’altra tesi legata a Ettore Messina e l’Olimpia Milano; non è un mistero la venerazione del Poz per l’ex assistente di Gregg Popovich agli Spurs, tale per cui ci potrebbe essere un incarico pronto per affiancarlo. Comunque rimane il fatto che un percorso importante del Poz in terra sarda si interrompe bruscamente, dopo la Supercoppa conquistata, la FIBA Europa Cup vinta e lo scudetto sfumato solo a gara 7 contro la Reyer Venezia. Saranno quindi giorni intensi sul fronte del mercato, dalla parte della Dinamo per rimpiazzare un coach pesante, per cui già si fanno nomi stranieri quali Jasmin Repesa (accostato un po’ a tutte le squadre) e Dejan Milojevic, tecnico assistente della nazionale serba, alla guida del Mega Leks da ben otto stagioni. Piste molto fredde invece quelle che portano a competenze nostrane, da Maurizio Buscaglia ad Alessandro Ramagli, passando per la competenza di “casa” Demis Cavina; forse l’unico nome percorribile italiano è quello di Luca Banchi. Per quanto riguarda Gianmarco Pozzecco, conoscendo l’individuo, non avrà fretta nell’accasarsi, in primo luogo perché le principali panchine di serie A sono già occupate, in seconda battuta perché il servolano d’adozione sa quanto può essere complessa una stagione non programmata, ma ereditata. Inevitabilmente il tam tam madiatico ha materializzato associazioni fantasiose sul Poz e Trieste, pur nel massimo rispetto dell’attuale timoniere Dalmasson, giunto all’undicesimo anno di guida tecnica. Certamente l’accostamento di Gianmarco con la piazza giuliana, il possibile ritorno di Michele Ruzzier e questa matrice fortemente territoriale non fanno che confezionare un prodotto a dir poco spendibile per Allianz. Chissà, magari il prossimo step potrebbe essere proprio quello paventato da Mario Ghiacci qualche anno fa, con Eugenio Dalmasson a vestire i panni di Direttore Sportivo e Gianmarco Pozzecco ad allenare la prima squadra. O forse sono abbagli estivi e nulla più.

Raffaele Baldini

Pubblicato il giugno 15, 2020, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Vincenzo Schelavaj

    Bel articolo, come sempre. Ottimo tempismo!

  2. malcelata speranza… e niente… el Poz xe rimasto a Sassari

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