Supercoppa: all’Allianz Dome scontro per il primato nel girone

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Se per la maggior parte delle squadre della prossima serie A si può tracciare un profilo ex-novo, dettato dalle fisiologiche rivoluzioni del mercato estivo, per la Reyer Venezia potrebbe essere ripresa con la carta carbone (esiste ancora?) la struttura di un gruppo vincente. In sostanza il Presidente Casarin ha confermato quasi in toto il roster della passata stagione, salutando solo Ariel Filloy e Francesco Pellegrino. Questo ovviamente per mantenere un’identità, per consolidare una chimica che si è dimostrata calibrata pur con tanti caratteri particolari, per dare continuità ad un progetto. Uno dei pochi additivi, peraltro fortemente voluto dal primo istante, è il neozelandese Isaac Fotu (di nascita inglese ndr.), lungo dinamico di 203 centimetri reduce da un’ottima stagione alla Dè Longhi Treviso: 14.1 punti a partita, con 5.3 rimbalzi, tirando con il 59,6% da due punti e il 40.7% da tre. Forse però l’innamoramento lagunare per l’agile capellone è avvenuto ancor prima, ai Mondiali in Cina, in cui Fotu ha prodotto forse il miglior basket della carriera con la propria nazionale: 18.4 punti e 6 rimbalzi a sera. Il suo inserimento dà la possibilità a coach De Raffaele di avere un quintetto leggero ma con presenza a rimbalzo (assieme a Mitchell Watt), togliendo punti di riferimento ai pari ruolo avversari. L’altro innesto è Lorenzo D’Ercole, playmaker proveniente da Pistoia, una sorta di “tutor” per l’ingresso morbido del figlio d’arte, Davide Casarin, nei meccanismi della prima squadra. Insomma un terzetto italiano per una squadra di vertice come la Reyer, ben assortito a livello tipologico, con Andrea De Nicolao a menare le danze con ritmo e penetrazioni, “Lollo” D’Ercole ad “aprire la scatola” e Casarin ad esprimersi senza esagerate responsabilità e con luci dei riflettori un po’ abbassate. Il “leone orogranata” però ha l’argento vivo in un virtuale quintetto di clamoroso livello tecnico e personalità: Stone-Tonut-Daye-Bramos-Watt sono pura forza della natura cestistica, tutti straordinariamente diversi ma così ben assortiti su un parquet. Il loro utilizzo, assemblato in varie forme, crea situazioni tattiche differenti e complesse da leggere per le avversarie; non solo, la forza mentale dei sopra citati mette nelle condizioni i veneti di avere 5 “Taipan dell’Interno” (serpente più pericoloso del mondo ndr.) pronti a iniettare veleno letale nei momenti che contano. In Supercoppa sino ad ora il percorso dei lagunari è immacolato (2 vittorie su 2), dando la sensazione di gestire lo sforzo in funzione di una preparazione proiettata a lungo termine; è anche vero che per vincere a Trieste sarà necessario da parte di Tonut e soci uno sforzo maggiore.

Pubblicato il settembre 5, 2020, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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