Le chiavi contro Varese: incognita Openjobmetis, focus su Henry e “mastermind”

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Recupero infrasettimanale dell’Allianz Trieste contro (quel che resta) dell’Openjobmetis Varese, forse la sfida più importante ai fini della corsa salvezza, perlomeno in caso di vittoria triestina. Giorno insolito, orario insolito, ma soprattutto una serie di variabili impazzite legate alla compagine allenata da coach Bulleri.

Quale Varese?

Non si hanno ancora i nomi del roster che comporrà l’Openjobmetis di questa sera, si parla di 7 titolari con l’aggiunta di ragazzini. Di certo la squadra lombarda deve guardarsi non solo dalle rotazioni ridotte ma anche dallo stato di forma degli effettivi. Abbiamo visto tutto ed il contrario di tutto, per cui non ipotizzabile un quadro in tal senso, lo si capirà in tempo reale dalla palla a due. Trieste però non può fare sconti, ha un match-ball virtuale da giocare in casa e con condizioni favorevoli.

Myke Henry al bivio

Mali di… panca, cure cortisoniche e interpretazioni sull’oggetto misterioso dell’annata 2020/21 dell’Allianz Trieste. Myke Henry ha un potenziale inespresso enorme, però la storia della sua stagione sta parlando chiaro, è ad un bivio: o convince coach Dalmasson, oppure il suo destino è altrove?.

Mastermind

Troppi motivi incrociati per non far diventare il match di questo pomeriggio un complesso e perverso gioco mentale. La sfida in regia Ruzzier-Laquintana, quello che doveva essere e che non è, il ritorno sempre complesso del playmaker triestino a Trieste e la volontà di entrambi di far vedere di essere gli uomini giusti nel contesto giusto. La voglia di rivalsa di Arturs Strautins (giocherà?), protagonista di una prima di stagione straordinaria (14.1 punti, con il 43% da tre, 7.6 rimbalzi), ma mai entrato in feeling con coach Dalmasson. Giocatori che in questi casi danzano pericolosamente sul filo, tra spaccare in due la partita animati dalle volontà di cui sopra e il rischio di strafare deragliando inesorabilmente.

La… Scola argentina

Cito una centrata “chiave” del match scritta da un tifoso: “Luis Scola lo si ferma…sparandogli”. Non essendo prevista nella pallacanestro la dotazione di armi, la questione si fa complessa: nell’attacco varesino Scola gravita spalle a canestro declinando il manuale del post basso, gioca esterno colpendo con precisione dall’arco, gioca “pick and roll” e “pick and pop” a seconda della posizione del difensore potendo far male tagliando verso canestro e appunto tirando da fuori. Delia è troppo lento (pur considerando che fra argentini le motivazioni fanno la differenza), Upson troppo ingenuo, l’arduo compito di limitare l’argentino potrebbe ricadere nelle mani (anche) di Grazulis e Da Ros. Ricordando che, c’è sempre la terza via, quella di prevedere un contributo importante di Scola ma limitando tutti gli altri.

Pubblicato il gennaio 27, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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