“Nella logica delle cose”…bisogna prevederle le cose!

Fonte: Superbasket.it

Un solo presupposto era “nella logica delle cose” in piena emergenza sanitaria, la lungimiranza.

Purtroppo nelle parole di Christian Pavani, il portavoce virtuale delle “pericolanti”, c’è tutta l’inconsistenza di un movimento che galleggia nelle fragilità diffuse, che lancia il pallone in avanti come una touche rugbistica aspettando un ricettore che spesso non c’è. Del resto l’indeterminatezza non è la punta dell’iceberg, bensì la base per cui ad oggi 18 marzo non si sa che fine farà la stagione sportiva, con o senza retrocessioni, con una riforma necessaria ma per ora solo abbozzata sulla carta.

“Nella logica delle cose” non ci sono soltanto i numeri demoralizzanti della seconda ondata di contagi (con relative varianti), ma anche l’estrema attenzione con cui in estate si era deciso di affrontare la stagione. Oculatezza nel mercato, presa di coscienza di un possibile mancato introito da botteghino (ricordo che al momento della campagna abbonamenti fortitudina non c’era una certezza una sull’uscita dall’emergenza), pressing sul governo per alleggerire i costi gestionali.

La sensazione è, nello specifico, che l’opulenza in casa virtussina abbia involontariamente costretto la società cugina a “rispondere al fuoco”, per un derby stracittadino che rappresenta la quintessenza del vissuto sportivo bolognese. Tutto ha un prezzo quindi, ma i conti si fanno alla fine…e sono conti salati.

“Nella logica delle cose” sarebbe stato corretto esternare le difficoltà sportive/gestionali ben prima di essere invischiati nella lotta per non retrocedere, ben prima di effettuare ulteriori avvicendamenti in seno alla squadra, panchina compresa. E questo non riguarda certo solo la Fortitudo.

Abbiamo calpestato un “cadavere” (la Virtus Roma ndr.) e non è bastato per sensibilizzare gli animi, si è detto a chiare lettere che senza vaccini non si andava da nessuna parte, la mossa del grido d’allarme in mare aperto con acque tempestose sa molto di condono edilizio anni ’80.

Si è partiti con regole chiare, con trasparenza e volontà di controllo economico; si è arrivati generando “fazioni” per interessi propri, fra chi evoca la chiusura repentina della stagione o chi il blocco delle retrocessioni (mandando emissari illustri a perorare la causa). Fermare la stagione dopo aver estromesso Roma? Bloccare le retrocessioni perculando chi ha speso, lottato e meritato sul campo la permanenza in A?

Made in Italy.

Raffaele Baldini

Pubblicato il marzo 18, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., HighFive, News con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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