Le chiavi contro Trento: palle perse, regia complementare e il controllo dell’area pitturata

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Si torna all’Allianz Dome per testare un nuovo step di crescita dell’Allianz 2021/22, nella seconda e decisiva sfida alla Dolomiti Energia Trentino. Due partite, due responsi diametralmente opposti per la compagine allenata da coach Ciani; tanti quindi gli spunti d’interesse per la terza rappresentazione stagionale.Si torna all’Allianz Dome per testare un nuovo step di crescita dell’Allianz 2021/22, nella seconda e decisiva sfida alla Dolomiti Energia Trentino. Due partite, due responsi diametralmente opposti per la compagine allenata da coach Ciani; tanti quindi gli spunti d’interesse per la terza rappresentazione stagionale.

Limitare le palle perse

Se nel percorso di conoscenza fra giocatori è fisiologico passare per palloni persi, nello spirito costruttivo di giocare assieme, più si avvicina l’inizio del campionato e più si rende necessario limare questo aspetto, foriero di diversi possessi in più a favore dell’avversaria. Tutto nella fase offensiva di una squadra di basket è dettato da tempi e movimenti precisi, un ingranaggio che salta all’ultimo passaggio ma che ha radici nella costruzione dei giochi. E spesso, non è detto che un gioco ragionato a metà campo sia più conservativo di un ingresso rapido nella fase offensiva.

Una regia complementare, non un doppione

Corey Sanders è stato scelto per “spaccare” il ritmo, per spezzare la prima linea difensiva e in generale rendere dinamico il gioco sui 28 metri di parquet. Perché? Semplicemente perché c’è già chi addormenta il ritmo, chi predilige il gioco a metà campo con giocate più statiche/fisiche, e questo è Juan Fernandez. Incastonare Sanders nel ruolo di play d’ordine è fare un doppio danno: in primis si snatura la tipologia del giocatore, togliendo l’istinto e quindi deprimendolo, in seconda battuta si rende meno efficace la sua pallacanestro. Si ha un’occasione unica di avere un asse play-pivot come quella con Konate che può regalare giocate in velocità e anche spettacolo, con tutto quello che ne consegue a livello di autostima.

Fare la voce grossa sotto canestro

Lo si è visto a tinte forti nella prima partita con vittoria in terra trentina, può essere bissato alla luce di un evidente gap esistente far le due contendenti: la stazza in area pitturata. Sagaba Konate ha verticalità, chili e sa usare il corpo da non avere rivali, Alessandro Lever ha centimetri e tecnica, Marcos Delia profondità. Per contro l’Aquila ha la versione “soft” di JaCorey Williams, l’omonimo Johnatan, sempre mancino con metà dell’energia nell’attaccare il ferro. Max Ladurner è ancora troppo “pulito” per impensierire sotto le plance, Jordan Caroline può dare una mano, ma non è certo uomo di posizione. Se il reparto lunghi incide, di conseguenza anche gli esterni hanno più possibilità di fare male.

Pubblicato il settembre 10, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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