La trasferta a Sassari per vedere se Trieste può diventare grande?

Una trasferta in Sardegna, una partita di campionato come un’altra, o forse no. Sarà almeno da quando Trieste è tornata nella massima serie che c’è un momento in cui il definitivo salto di qualità è stato mortificato da una sconfitta. Coach Franco Ciani parla giustamente di un’Allianz leggera in casa Dinamo, serenità dettata da un’ottima classifica e da un rendimento all’altezza (Pesaro a parte). C’è anche però il gene naturale dell’ambizione, quella volontà di misurarsi ad un livello superiore, salendo gradino per gradino. Trieste affronta quella che è stata una “big” del nostro campionato per diversi anni, un potenziale ritoccato verso il basso a livello di mercato che sposta relativamente il valore globale della squadra; semmai il ridimensionamento sta creando una subliminale crisi di rigetto che sfocia in perdita di identità. Troppi gli elementi strutturali portanti che hanno indebolito Sassari, dal simbolo Marco Spissu sino al centro dominante Miro Bilan, passando per due divorzi illustri come quelli con Meo Sacchetti e Gianmarco Pozzecco. Resta il fatto che Eimantas Bendzius è giocatore da Eurolega, che Christian Mekowulu ha fatto impazzire mezza serie A con Treviso l’anno scorso, che Jason Burnell sposta gli equilibri e David Logan può vincere una partita da solo (come perderla da solo); più complementi di lusso come Stefano Gentile, Kaspar Treier, Tyus Battle e Anthony Clemmons. Molto dipenderà da come i “Giganti” usciranno dalla brutta sconfitta patita al Forum di Assago contro l’Armani; se c’è un quarto dell’orgoglio sardo del Presidente Stefano Sardara, la squadra si ricompatterà e per l’Allianz saranno dolori. Se invece la crisi travolge i protagonisti sardi, dilatando le distanze con la guida tecnica (che già ha puntato il dito su Clemmons e Mekowulu), allora Trieste può sperare di piazzare il colpo a sorpresa. Servirà tanta personalità in Cavaliero e soci, un atteggiamento aggressivo e cinico in chiave difensiva, portando i padroni di casa a disperdere le poche certezze costruite nel clima uggioso vissuto in palestra. Poi c’è sempre la questione delle palle perse, quelle peraltro su passaggi centrali con comodi intercetti e punti facili (creando inerzia anche nel pubblico). La settimana servirà per limare questo macro-aspetto, soprattutto andando alla radice del problema, cioè evitare situazioni statiche di ricezione, ridando fluidità e “timing” opportuni per non agevolare la difesa; anche perché, in casa sassarese, non ci sono propriamente dei mastini. Sabato sera partita da spiriti impavidi, da ambo le parti.

Raffaele Baldini

Pubblicato il novembre 2, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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