Analisi del pericolo scampato: vincere giocando male, recriminazioni avversarie, orgoglio e classe e il rebus Konate

La capacità di vincere giocando male

In un’ospitata televisiva avevo messo in guardia coach Ciani del pericolo Napoli dopo la sbornia presa con Tortona; l’allenatore aveva educatamente rimandato al mittente quello che considerava un non problema, in quanto squadra, l’Allianz, tarata per essere sul pezzo dopo 5 giornate di campionato. La questione è purtroppo subliminale, e onestamente, al di là della poca fluidità offensiva, non c’è stata l’intensità difensiva espressa contro i piemontesi. Quando si vince, insegnano i grandi allenatori, si può “bastonare” di più; allora è eccessivo dire che Trieste ha capito poco in tutti i quaranta minuti di partita? In panchina però c’è un signore che fra intuizioni, fortuna e indubbie capacità empatiche verso i giocatori, ha rimesso in piedi la situazione, riaccendendo il sacro fuoco agonistico difensivo abbinato ad un orgoglio sconfinato di alcuni singoli. Partite di questo tipo se si giocano 100 volte, 99 si torna a casa con le ossa rotte. Che questo “jolly” sia da monito in vista della trasferta di Sassari.

Le recriminazioni di Stefano Sacripanti

Premetto che coach Stefano Sacripanti ha ricamato un capolavoro tattico nella sfida con Trieste, rovinato da tre scelte scellerate dei singoli protagonisti in magli GeVi. Le esternazioni del post-partita, puntando il dito sulla terna arbitrale, mi lasciano un po’ perplesso. Mi spiego meglio: se ci può stare che l’arbitraggio sia stato abbondantemente sotto la sufficienza, con un metro ondivago (prima favorendo maggiormente i contatti dei napoletani, poi concedendo alcune “mazzate” ai giuliani) e poca personalità, quello che trovo distonico è dare peso specifico alla direzione di gara piuttosto che a 3 (!!) palloni comodi gettati alle ortiche dai suoi giocatori. Tradotto: se uno di quei palloni fosse andato nelle mani giuste, Napoli avrebbe vinto la partita.

Orgoglio e classe

Juan Fernandez era in un buco nero, nervoso, falloso e con gambe che pesavano una tonnellata. Come riesca un giocatore a rinascere nell’arco della stessa partita è fenomeno inspiegabile in senso fisico, ma è ascrivibile a tutto quello che si ha nel cuore e nell’etica professionale (attributi mascherati in modo elegante ndr.). Come un pugile al dodicesimo round, come un ciclista solitario sull’ultima vetta, il “lobito” ha scalato quella montagna a mani nude, di rabbia, portandosi in schiena 11 compagni di squadra. Un altro protagonista è Daniele Cavaliero, il capitano. Come un’“Araba Fenice” rinasce in una serata autunnale, animato dalla serenità di chi non ha più nulla da chiedere alla propria brillante carriera ma con lo stimolo di giocare per la maglia della propria città. Tre bombe di rara classe, tre messaggi d’amore a Trieste.

Sagaba Konate, potenziale ancora con la “sicura” innescata?

Sgomberiamo il campo da fraintendimenti: Konate è lontano dall’essere tatticamente e tecnicamente un lungo dominante per il campionato italiano. Perché? Perché non ha ancora uno sguardo periferico, non ha un ventaglio di soluzioni tecniche adeguato e perché antepone ancora l’irruenza alla scaltrezza cestistica. Per questo motivo gli viene preferito Delia che, all’opposto, fa sempre (o quasi) la cosa giusta, che è bravissimo a speculare sulle debolezze difensive altrui. Questo spiegato perché Konate in questa prima parte di stagione difficilmente lo vedremo nel quintetto finale. Poi però c’è un potenziale latente che merita di essere considerato; un uomo che cattura 14 rimbalzi in 20 minuti, che ha una fisicità e verticalità ben oltre la media, DEVE essere messo nelle condizioni di incidere. Ultimamente in attacco lo si è visto troppo complemento di se stesso, poco coinvolto; lo staff tecnico ha il dovere di esaltare un proprio punto di forza, partendo proprio dal come servirlo o da come modellare la propria pallacanestro in funzione del bisogno.

Raffaele Baldini

Pubblicato il ottobre 31, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: