Analisi del giorno dopo: il post Trento

Tutto fisiologico

Tutto è fisiologico dopo la prima uscita ufficiale dell’Allianz Trieste, ai primi di Settembre e con tre settimane di preparazione fatta con un gruppo rinnovato. E’ fisiologico quindi esaltarsi quel quid in più per perdurante inappetenza cestistica che genera endorfine con stati di euforia sopra la media, anche perché la vittoria arriva su un campo spesso foriero di delusioni sportive. E’ fisiologico che Trento si sia presentata indietro di condizione in quanto allenatasi con il roster completo da qualche giorno. E’ fisiologico le tot palle perse in una fase di rodaggio come quella che stiamo vivendo, in cui schemi e soprattutto caratteristiche dei singoli giocatori devono essere tradotte in conoscenza tecnica. E’ fisiologico rendersi conto che uno come Sagaba Konate serviva come il pane, un lungo o pseudo tale con tonnellaggio ma soprattutto energia in area pitturata, in primis per una fase difensiva che “sconsiglia” gli avversari. E’ fisiologico essere un po’ più macchinosi nell’eseguire lo schema arrivando diverse volte in affanno negli ultimi 5 secondi dell’azione, è tutto materiale per il lavoro settimanale. E’ fisiologico pensare che una rondine non fa primavera, suffragati da quell’esaltante inizio di coppa dello scorso anno, a cui ha fatto seguito un periodo complesso. Ci saranno alti e bassi, inevitabili, l’importante è provare a dare un senso equilibrato alle cose.

Corey Sanders, ti sei convinto?

Caro Corey… ti sei convinto del tuo primo passo di penetrazione? Hai capito che con quel turbo puoi ottenere grossi dividendi? L’inizio partita dell’americano a Trento tracciava sinistri connotati di elmoriana memoria: timidezza, poca propensione ad attaccare la prima linea, al tiro proprio perché lo ordina il medico. Poi, quelle due-tre accelerate alla fine del primo tempo, in cui i diretti avversari hanno preso appena la targa, con deciso attacco al ferro. Fa tutta la differenza del mondo la convinzione con cui fai le cose, soprattutto se sei chiamato ad innalzare il livello della tua pallacanestro (con tutto il rispetto per i campionati polacchi e portoghesi). Ora serve uno step in più, cioè essere un moto perpetuo, soprattutto nelle transizioni offensive secondarie, creando un sovrannumero offensivo con penetrazioni, per scarichi ai compagni.

Konate-Lever

Trieste ha un reparto lunghi completo. Partendo dal tassello che mancava dai tempi di Will Mosley, Sagaba Konate. Non guardate la produzione offensiva (che si lascia guardare, per l’amor d’iddio…), bensì il lavoro di “aiuto” difensivo puntuale, il recepimento quindi del gioco in senso allargato e quella intimidazione che costringe i diretti avversari a eseguire tiri fuori equilibrio, sbilenchi e con parabole “scaccia-piccioni”. Alessandro Lever mi stava intiepidendo sulle due triple realizzate; che avesse una mano educatissima lo si capiva dal movimento corretto e morbido, ma l’Allianz non cercava solo questo. Poi, entrato nel match grazie appunto ai centri dall’arco, ecco tante cose interessanti, un ventaglio di soluzioni offensive da “bianco americano collegiale”: gioco sul piede perno, finta-passo-tiro, semi-ganci con il corpo a creare distanziamento dal difensore. Insomma, 208 centimetri sfruttati con competenza e con intelligenza cestistica. Per tutto il resto… c’è Marcos Delia.

Raffaele Baldini

Pubblicato il settembre 5, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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