Le chiavi in laguna: occhio al Tonut arrabbiato, Reyer genio e sregolatezza e pazienza offensiva

Una trasferta complessa, una Reyer Venezia con dubbi di formazione, tutte le incognite di una sfida che mette l’Allianz Trieste allo specchio, per vedere se ci sarà reazione dopo la scoppola contro Varese o il prosieguo di un momento complesso.

Genio e sregolatezza

In laguna tutto è genio sregolatezza. Giocatori irrequieti, che si lamentano con i compagni, con gli arbitri, con l’allenatore ma che poi sono in grado di segnare 3-4 canestri di fila. Il loro “rumore” è distraente, rischia di destabilizzare l’avversario che pensa superficialmente di aver ottenuto lo scopo, cioè di averli fatti deragliare. Non è così, Daye, Stone, Sanders sono solo parzialmente “mitigati” dai razionali Tonut, Vitali, Brooks e De Nicolao, ma sono anche quelli che creano le onde anomale che materializzano break importanti.

Stefano Tonut e Mitchell Watt

I due giocatori più decisivi in maglia Reyer. Avrei messo anche Jeff Brooks, giocatore multitasking di grande intelligenza cestistica, ma con gli orogranata non ha ancora espresso il suo potenziale pieno (sempre che non lo faccia con Trieste), ed è acciaccato. Il “nostro” Stefano viene forse dalla peggior partita in maglia Reyer, in Eurocup contro la Segafredo Bologna (0 punti e 0/5 dal campo), quanto basta per trovarlo “arrabbiato” e quindi voglioso di reagire. Mitchell Watt è quanto più vicino alla perfezione per un lungo di stampo europeo: ampio raggio d’azione, mano educata, verticalità e…mancino. Sta attraversando un ottimo periodo di forma, un grattacapo per Trieste pur considerando che manca un vero compagno di reparto (vedi Vidmar, Biligha, ecc.).

Dal decimo secondo…

La pazienza è in generale un’ottima compagna di viaggio per partite di questo genere, ma mai come in questo caso deve essere abbinata ad un continuo lavoro offensivo atto ad impegnare la difesa. Gli orogranata apparentemente dimostrano attitudine difensiva, soprattutto circoscritta ai primi secondi dell’azione, con disturbi sulle prime linee di passaggio; poi, man mano che viene sollecitata, perde di solidità e concede qualcosa agli attacchi avversari.

Regia debilitata

Andrea De Nicolao ha un problema alla vista, per cui tende a vedere fosco l’orizzonte. La condizione, che sembra non avere una immediata soluzione, porta un grave deficit in regia, pur considerando l’abnegazione e intelligenza del giocatore nello stare in campo. Trieste può “speculare” (in senso sportivo, ci mancherebbe) su questo aspetto, magari adattando la difesa rispetto agli altri 4 componenti a fianco di De Nicolao, o comunque collassare maggiormente la difesa verso l’area pitturata considerando che anche Stone non è un cecchino dall’arco dei tre punti.

Pubblicato il novembre 21, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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