Analisi post Cremona: una grande vittoria, finalmente un regista leader e la notte insonne di Legovich

Che bella vittoria!

Il titolo potrebbe essere letto nell’accezione più stringata del termine, invece racchiude tutte le sfumature di un’impresa. Si, parlo di impresa perché erano troppe le variabili (in senso negativo) che gravavano sopra le teste di Cavaliero e soci: quasi un mese senza ritmo partita, Konate e Lever usciti dalla positività da pochissimo tempo, assenze pesantissime come quelle di Banks e Fernandez, un 29enne alla guida tecnica all’esordio in serie A, un’avversaria carica ed affamata che gioca davanti al proprio pubblico. L’Allianz Trieste invece ha ricamato un capolavoro, fatto di coesione mentale e tecnica, di unità d’intenti in sinergia con lo staff tecnico; non solo, quando il fiato e le gambe sembravano presentare il conto salato di un periodo complesso, ecco l’orgoglio e la classe dei singoli che con due triple spingono il cuore oltre l’ostacolo. E’ emozionante vedere come ci sia ancora spazio per queste imprese, per nulla forzate da obblighi preventivi, animate da quello che il gruppo ha dentro, ed è tanta roba.

Davis, un condottiero nel posto giusto, al momento giusto

Era da tanto (troppo) tempo che Trieste non aveva un condottiero così esplicitamente pronto a salire in cattedra nel momento del bisogno. Adrian Banks era senz’altro quello più atteso, Corey Davis jr. è la lieta sorpresa dopo una serie infinita di “prove” in cabina di regia. Debordante personalità nello stare in campo, nel capire i momenti in cui era necessario mettersi in proprio per trascinare la squadra, con un ventaglio di soluzioni offensive sinonimo di struttura tecnica di livello. Il “barba” ha ancora troppa fiducia nei ricettori quali Konate e Delia, soprattutto negli “scarichi” a breve distanza, ma ha visione di gioco per far girare la squadra come si deve. Eccellenti fondamentali nell’uno contro uno, con veri cambi di direzione di velocità “spacca-gambe”, viatico a canestri di pregevole fattura anche vicino al ferro. Che Dio lo conservi.

Una serata da ricordare: coach Marco Legovich

Sto invecchiando, e questo è palese. La senilità di un romantico della palla a spicchi non è per forza solo decadimento mentale, ma è anche incremento di emotività. Ho pensato molto al 29enne Marco Legovich nelle ore prima della partita, quell’esordio in serie A che farebbe tremare i polsi a chiunque, quel maledetto e lento incedere del tempo che separa dalla palla a due. E poi la partita, con questi “cristoni” a capannello attorno a te che cercano direttive tecniche, in situazioni che sono sempre in divenire. Le spalle sono coperte da un illuminato assistente come Stefano Comuzzo, ma poi è sempre l’head coach che decide, e spesso deve farlo in una frazione di secondo. Gestione tecnica ineccepibile, risposte credibili dai propri giocatori e quel dolcissimo finale, una sirena che è sinfonia quando vai a recuperare il “foglio rosa” dei vincenti. Gilet d’ordinanza, un sorriso accennato che trattiene come una pentola a pressione tutta la gioia del momento e una notte lunghissima fatta di mille flashback, quasi sempre con solennità aggiunte e una colonna sonora adrenalinica. Una notte indimenticabile.

Il rebus Konate continua…

Potremmo anestetizzarci sulla sbornia post vittoria in terra lombarda, ma non è salutare. C’è un problema che si cela dietro la giustificazione legittima della recente positività al Covid di Sagaba Konate: il maliano è sempre più distante dall’essere il centro dominante di inizio stagione. Attenzione, l’ultimo aspetto è quello dei numeri; parlo proprio di inserimento nel contesto di squadra, di coinvolgimento effettivo e non obbligato, di presenza mentale. Il match di ieri è costellato di fragilità, dalle ricezioni approssimative alle deboli iniziative nell’uno contro uno; intimidazione poca (verticalità in diminuzione costante), presenza a rimbalzo normale. Ora, il tempo per recuperarlo c’è ma è anche vero che son passati mesi ormai; il ragazzone deve fare uno sforzo per allinearsi al gruppo, perché se è pur vero che per ora i compagni stanno tendendo una mano vincendo, quando le partite conteranno servirà il suo apporto, quello vero!

Raffaele Baldini

Pubblicato il gennaio 13, 2022, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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