Analisi post Venezia: due settimane per…

Due settimane per… non cambiare nulla mentalmente

Sarebbero bastati 5 minuti, massimo 10 di video con le immagini del quarto di finale contro Tortona per far entrare in campo contro Venezia 12 leoni in canotta biancorossa. Le incazzature di Banks, i proclami della vigilia e i lodevoli intenti del post Pesaro si sono sciolti in un “nulla di fatto” stucchevole. Vedere Michael Bramos, uno per capirci che ha vinto due campionati greci, due italiani, due coppe di Grecia, due Coppa Italia, una FIBA Europe Cup, gettarsi sul parquet a 35 anni suonati e con più acciacchi che capelli in testa, è lo smacco morale più violento a chi non solo non ha vinto una nulla, bensì a chi ha la presunzione di poterlo fare senza faticare, sacrificarsi, lottare. Non è quindi (solo) una questione tattica, non è un gioco eseguito male, qua si parte dal principio fondante di una squadra che anela a superare una forte avversaria: atteggiamento mentale e fisico ai massimi livelli. L’Allianz dalla palla a due si è fatta sopraffare da chi sa perfettamente come incanalare il match a proprio favore, è indietreggiata di fronte alle “mani addosso” di Stone e soci, ha “piagnucolato” verso la terna arbitrale invece di reagire. Ancora più inquietante è leggere le parole di coach Legovich prima della sfida in cui parla di atteggiamento dei giocatori giusto e grande disponibilità al lavoro. Cosa non torna?

Due settimane per… non cambiare nulla tatticamente

C’è qualcosa di buono da trarre dalla sfida con Venezia: l’ottimo adeguamento sul post basso su Mitchell Watt. Il lungo mancino oggettivamente è stato limitato, anche grazie al “fiato sul collo” di Konate che ha provato (oppure gli è naturale) a provocare l’americano. Il problema è quando si raddoppia o ci si adegua sul lungo in post basso, poi è necessario avere il resto del quintetto dinamico e reattivo per recuperare metri sui tiratori. Questo non è stato fatto, come non è stato fatto il sacrificio del singolo sul diretto avversario. Corey Davis non ha tenuto l’uno contro uno di Jordan Theodore (33 anni ndr.), si è “stampato” sui blocchi lasciando imperversare uno che è stato Mvp in Champions League. In attacco l’Allianz ha eseguito i giochi con un “timing” da moviola, senza nessun movimento convinto e con letture imbarazzanti. Cosa è stato fatto in due settimane?

Due settimane per… non cambiare nulla atleticamente

Qua ad essere onesti qualche attenuante c’è. I due nazionali di rientro (Delia con viaggio intercontinentale), ed una preparazione che quasi sempre non trova mai giovamento nell’immediato. Sta di fatto che i “vecchietti” orogranata arrivavano prima sui palloni vaganti, saltavano in testa ai nostri giocatori e sprintavano il doppio attaccando il ferro. Ho paura che ci sia sempre una commistione fra la testa e la risposta del fisico, ma è anche vero che Trieste appariva con un peso enorme ancorato alle caviglie. Ora la cartina tornasole con Sassari; se la sfida con Venezia è servita per “sciogliere” gli ingranaggi, contro la Dinamo si dovrebbe vedere una versione molto più reattiva e pronta.

Due settimane per…riavere (e salutare) il proprio pubblico

Posto che la notizia a Trieste non è mai la presenza del pubblico…ma l’assenza. Quindi, l’eco che ha avuto il ritorno dei tifosi al Dome (peraltro in un numero buono ma non eccezionale), lo capisco relativamente. Sicuramente quando c’è una risposta ad un appello è un segnale di vitalità; pur considerando che la passione non ha bisogno di appelli, la gente ha voluto mandare un segnale alla squadra e alla società, la Curva Nord ha alzato i decibel per trascinare i beniamini, scrivendo nero su bianco (rosso) brani di riconoscenza verso coach Eugenio Dalmasson e Juan Fernandez. Su Dalmasson, a prescindere da come ci si è lasciati, una targa da parte della società con richiamo a centrocampo era il minimo che si potesse fare; su Fernandez voglio prima capirci chiaro…

Raffaele Baldini

Pubblicato il marzo 7, 2022, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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