Le chiavi contro Sassari: tante belle cose, ma quello che conta sta dentro i pantaloncini

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

E’ inutile guardare la classifica, in questo preciso momento storico la Dinamo Sassari non si trova nella posizione di classifica consona, così come non era Venezia; ricca di talento individuale, ha registrato un inizio di stagione complesso, ma con l’arrivo di coach Piero Bucchi ma soprattutto l’innesto di Gerald Robinson ha dato un senso al tutto. Per l’Allianz Trieste un altro test ad altissimo coefficiente di difficoltà.

Gerald Robinson, l’ “imprendibile”

L’esterno americano è in uno stato di grazia (eccetto l’ultima con Trento). Ma lo stato di grazia non è derivante da chissà che illuminazione divina, semplicemente è la più classica point-guard in grado di far sfracelli in un campionato italiano. Giocatore esplosivo con un primo passo bruciante, batte la prima linea con disarmante scioltezza creando le condizioni di vantaggio numerico offensivo, con la possibilità di scaricare palloni per tiratori di livello o segnare canestri in penetrazione. Per capirci Robinson è stato capace, contro la Happy Casa Brindisi, di “elargire” ben 15 assist ai compagni, registrando 20 punti con due soli errori dal campo. Come fermarlo? Non lo so, quello che è sicuro è che se la difesa collassa, gli esterni come Kruslin, Logan e soci possono fare male, esattamente come Brooks, De Nicolao, ecc.

Un prima linea difensiva non irreprensibile

Se il trio Robinson-Logan-Kruslin ha capacità offensive di livello europeo, difensivamente lascia “margini di manovra” ai diretti avversari. L’Allianz Trieste ha un (potenziale) ottimo reparto esterni, soprattutto con due terminali come Corey Davis e Adrian Banks, in grado di colpire con un metro di spazio e anche mettere a nudo le lacune penetrando. Sarà molto importante in chiave giuliana tenere impegnata la suddetta triade sarda, lasciando che l’estro dei due sopra citati “rompa”, in qualche occasione, l’esecuzione dello schema.

Occhio alla crescita di Diop

L’arrivo di Piero Bucchi, non solo ha dato equilibrio ad un gruppo che stentava a trovare la quadratura, ma è stato in grado di lanciare, rendendolo fondamentale, Ousmane Diop. La sua pallacanestro è sempre più essenziale e concreta, la spalla ideale per Mekowulu, con cui forma una delle coppie più verticali del campionato. Il ventiduenne (!) è abilissimo a far trovare le migliori linee di passaggio ai compagni, ottimo ricettore e soprattutto duro nell’attaccare il ferro. Sagaba Konate avrà le mani piene con lui e Mekowulu, sperando che abbia invece la testa sgombra.  

Pubblicato il marzo 9, 2022, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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