Le chiavi contro Trento: i primi 5 minuti e chi avrà più voglia di uscire dalla crisi

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Due squadre in crisi allo specchio, quaranta minuti per far scivolare all’inferno Trento o Trieste. Partita dai connotati psicologici importanti, forse decisivi.
I primi 5 minuti
L’approccio alla partita traccerà il solco, non tanto ai fini del risultato finale, quanto della volontà di una o dell’altra squadra (o entrambe) di mettere quel “quid” in più di intensità, sacrificio e abnegazione per uscire dalla crisi. L’anno scorso l’Allianz pose fine virtualmente alla “dinastia dalmassoniana”, andando sotto nel punteggio dalla palla a due e crollando cammin facendo. Oggi è Franco Ciani il timoniere a cui la squadra dovrà dare delle risposte; il gruppo sembra compatto a favore del coach friulano, ma lo deve dimostrare sul campo, e subito.
La difesa trentina
Quasi sempre, in un roster pieno di giocatori americani, la prima variabile che paga lo scotto di un momento difficile è fisiologicamente la difesa. Uno “scivolamento” in meno, un “aiuto difensivo” dimenticato, “tagli” dal lato debole del campo non visti. Trento è simile a Trieste in tal senso, elemento su cui l’attacco triestino può speculare, purchè sia abbinato ad una velocità di esecuzione e a movimenti opportuni in funzione della difesa. Attenzione però, se un gruppo crede nella reazione per ripartire, sarà sempre dalla metà campo di fatica che si vedranno i primi eclatanti risultati rispetto alle precedenti uscite.
Rimbalzi offensivi
L’Allianz già paga lo scotto di un sistema difensivo fatto di cambi automatici, spesso con la contrindicazione di trovarsi svantaggiato in area pitturata (con un esterno a contrastare un lungo avversario). Nella sfida alla Dolomiti Energia c’è una variabile in più, il fatto che Caroline e soci vanno molto bene a rimbalzo offensivo, essendo dotati di buona verticalità ma soprattutto di tempi adeguati. Serve quindi la massima attenzione, altrimenti i secondi e terzi possessi possono fare la differenza.
Jonathan Williams e Dominique Johnson?
Due giocatori alle prese con acciacchi o recupero dagli infortuni. Soprattutto il primo, per caratteristiche (lungo dinamico, verticale e mancino) può essere una spina nel fianco dei lenti o ingenui pari ruolo in maglia Allianz. Se Cameron Reynolds è il terminale più pericoloso, se Flaccadori è quello più costante e preciso, ecco che Jonathan Williams può essere l’elemento che squilibra i valori sul parquet, in senso positivo come negativo.

Pubblicato il marzo 27, 2022, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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