Milano passeggia su una Trieste con poca anima

Trieste lacerata dal dolore per l’addio alla piccola Sveva e ai due agenti uccisi all’interno della Questura di Trieste, prova a distrarsi con lo sport che ama di più, il basket. La squadra di Dalmasson all’Allianz Cloud (inversione di campo per le note vicende legate all’arena triestina inagibile) in una missione complessa contro un’Olimpia arrabbiata dal doppio rovescio in campionato e coppa.

Inizio tragico degli ospiti che perdono palloni anche senza particolari contrasti, Milano senza incantare va avanti 6 a 0. L’asse Rodríguez-Scola recita brani di poetica pallacanestro, sono nettamente preponderanti i meriti dell’attacco rispetto alle negligenze difensive giuliane. Due squadre con gioco prevalente a metà campo, ma con una qualità agli antipodi: 13-7 e time out Dalmasson. Squadra di casa intelligentemente incline a giocare ogni attacco per favorire il gioco d’area di Tarczewski prima e di Biligha poi; pochissime armi all’arco per Trieste, in generale tutta la fase offensiva degli ospiti è ammantata dalle scorie post Varese. Allungo inesorabile dei meneghini e fine primo quarto 23-14. Match di mezzogiorno con logiche conseguenze per lo spettacolo, l’Olimpia al piccolo trotto gestisce un vantaggio comodo prima di un timido squillo targato Mitchell-Strautins: 27-21. Uscita dal time out con un 7 a 0 diretto da quel docente di regia che è Rodríguez, a Milano però manca la continuità per ammazzare la partita già nel primo tempo. Sorprendente svogliatezza in diversi uomini di Dalmasson sul parquet, pericoloso viatico non solo per la partita all’Allianz Cloud, Moraschini da tre per il massimo vantaggio interno sul +16. Squadre all’intervallo con l’Olimpia avanti 44-28.

Dopo 44″ Ettore Messina mantiene la tradizione di queste prime partite chiamando immediatamente time out, sul parziale di 0-5. Buon impatto offensivo di Fernandez, in generale la squadra di Dalmasson dimostra perlomeno di reagire al brutto primo tempo partendo dalla difesa: 49-39. Bonus speso a metà frazione da Milano, assist involontario dei padroni di casa ad un’avversaria tornata in difficoltà; ferri violentati da ambo le contendenti, spettacolo relativo  e Olimpia nuovamente in allungo sul 58-42. Terzo quarto chiuso con una lieve limatura del divario, 65-48. Roll amplia l’imbarazzante gap fra gli esterni milanesi e quelli triestini, 22 punti di grande pulizia tecnica e con letture competenti; Justice segna due triple non costruite, il secondo tempo è una sorta di esibizione, 70-58. Padroni di casa troppo morbidi, pur nel completo controllo del match, faccia sbagliatissima per una squadra allenata da Messina; minuti finali senza particolari scossoni, bandiera bianca issata dalla Pallacanestro Trieste all’Allianz Cloud. Al quarantesimo minuto il tabellone segna 88-73, risultato scontato già in partenza, con scorie diffuse sia nella Milano poco costante, sia nella Trieste troppo fragile strutturalmente.

Raffaele Baldini

Pubblicato il ottobre 6, 2019, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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