Le chiavi contro Trento: il rebus Konate, la regia e una mentalità da ritrovare

Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

All’Allianz Dome arriva una delle squadre del momento, la Dolomiti Energia Trentino di coach Lele Molin, formazione reduce da un filotto di vittorie e con una calibratura effettivamente trovata.

Cameron Reynolds e il “chirurgico” Williams

Reynolds è un giocatore pazzesco, esterno capace sia di penetrare che di colpire dall’arco (37% in stagione ma tirando tanto), trovando anche conclusioni fuori dai giochi con l’uomo addosso; all’indubbia capacità offensiva (5 volte oltre i 20 punti segnati in stagione) aggiunge un’ottima verticalità e soprattutto la mano mancina, sempre difficile da difendere. L’altro elemento da tener d’occhio, sempre di mano mancina, è Jonathan Williams, apparso come un oggetto misterioso in Supercoppa, pian pianino inserito nel contesto di squadra con chirurgica produzione; se si esclude la serata negativa con Pesaro (1/5 da due), il ragazzone di Memphis ha tirato 59 volte da due punti, segnando 37 canestri per un notevole 62.7%. Paga difensivamente gli attaccanti fisici e tecnici (Delia e Konate sono avvisati) e una mano non educatissima ai tiri liberi (38%).

Sagaba Konate, se ci sei… batti un colpo (l’ultimo?)

Abbiamo già parlato della situazione precaria di Sagaba Konate, da molti punti di vista. Qualora il ginocchio desse tregua, la sua potenza sotto canestro contro Trento potrebbe fare la differenza. Volete una conferma tangibile? In Supercoppa con Trento, in due partite, ha prodotto 32 punti, con 13/19 dal campo e 20 rimbalzi. In realtà anche Delia e Lever potrebbero far male in area pitturata trentina, la tecnica vicino al ferro potrebbe imbarazzare una difesa ospite non proprio arcigna.

Regia Allianz, problema o opportunità?

Si è parlato tanto della regia “monca” triestina in vista di una sfida così importante. Non tanto per il rendimento di Corey Sanders, per cui non si può parlare di giocatore imprescindibile, quanto per l’adattamento di altri effettivi al ruolo che potrebbe spuntare l’attacco biancorosso. Adrian Banks e Daniele Cavaliero saranno i fidi scudieri del “lobito” Fernandez, per il quale si potrebbero fare tutti i riti (anche satanici) per averlo al meglio. Bisogna avere l’ “allineamento dei pianeti”, con Fernandez fresco e dinamico, Banks ispirato e Cavaliero in grado di colpire dall’arco. In questo modo non ci saranno eccessivi affanni, anche se è prevedibile che l’argentino verrà seguito dalla palla a due per tutti i 28 metri di parquet da un “mastino” trentino, con l’obiettivo chiaro di sfiancarlo.

Mentalità

L’eredità più pesante portata dietro da Mian e soci in questa pausa della Nazionale è senz’altro un atteggiamento “fatalista”, con sfumature diverse, nella sconfitta interna con Varese e in quella al Taliercio contro la Reyer Venezia. Contro Trento, in emergenza, serve un approccio pugnace, poca o nessuna fragilità in corso d’opera, spirito di sacrificio. Non c’è sconfitta in chi lotta.

Pubblicato il dicembre 5, 2021, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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