Keys of the Match – DE’ LONGHI TREVISO

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Una sbornia di felicità e fiducia nel futuro, un marchio come Allianz a scuotere il movimento cestistico della massima serie, una sfida alla Dè Longhi Treviso che assume connotati ancora più importanti. No, non parliamo solo del derby triveneto e della storica rivalità (cosa certamente non trascurabile), ma di orizzonti virtuosi che pongono le fondamenta nella stagione in corso.

Vietato lasciare la cattedra al “professor” Logan

David Logan ha un problema ad una caviglia, l’entourage trevigiano fa pretattica dandolo in forse, la convinzione è che sarà presentissimo, bandana da samurai compresa. L’esterno americano è uno dei pochi fenomeni in grado di vincere una partita da solo o quasi, essendo abile nel tiro dal palleggio, fuori equilibrio e fuori da tutte le logiche della fisica, con innato senso del dramma (vedi tiri decisivi). La difesa sul pick and roll comandato da Logan sarà una delle chiavi per limitare gli ospiti, evitando di dare per scontato il raggio di tiro e magari anteponendogli un giocatore di altezza superiore.

Una pretattica che cela la strategia di Menetti

Massimiliano Menetti è coach sagace, trasforma un problema (o più problemi) in un’opportunità. Imbrò fuori dai giochi, Cooke tornato ad allenarsi da poco e probabilmente centellinato, Logan con una caviglia malconcia, Tessitori che si è allenato a parte tutta la settimana. Questo quadro clinico esternato pubblicamente nel prepartita cela il messaggio che Menetti vuole mandare ai suoi: state tranquilli, avete vinto a Roma, siete acciaccati, nessuno si aspetta da voi nulla. In pratica è una dose massiccia di tranquillità iniettata al gruppo, viatico ideale per contrapporla all’isterico momento dei triestini.

La variabile del “cecchino” Nikolic

Aleksej Nikolic non è tiratore puro, ma ha una caratteristica peculiare incidente nelle vittorie trevigiane: quando è ispirato dall’arco dei tre punti, la Dè Longhi non perde praticamente mai. Nei successi, il playmaker fisicato di coach Menetti tira addirittura con il 51.9% da tre, una sorta di sentenza se si abbina con la consueta pericolosità di Logan e quella insospettabile del neozelandese Fotu. Attenzione quindi, il reparto esterni debilitato dagli acciacchi potrebbe schiudere le porte a tanti minuti per lo sloveno di Postumia (un triestino della periferia in pratica), motivo in più per renderlo inoffensivo con una difesa attenta.

Finiti i bonus

Il Presidente Ghiacci è stato chiaro, Dalmasson ancora di più post Cremona, il nome Allianz basterebbe da solo per risvegliare le coscienze intorpidite dei giocatori biancorossi. Da domenica in avanti niente più bonus, nessuna ansia da prestazione ma l’obbligo di dimostrare che si vuole far parte del progetto. Altrimenti, la porta girevole del mercato potrebbe cominciare a muoversi…

Pubblicato il dicembre 1, 2019, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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