Pagellone Allianz Trieste stagione 2019/20

Pagelle-1Fonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

PAGELLONE ALLIANZ TRIESTE

SOCIETA’, voto: 8

Non era facile gestire il post Alma, anche perché si trattava di fare un percorso ad handicap (finanziario ndr.) nella massima serie. Con l’iniziale aiuto di una piazza e di appassionati generosi (e ingegnosi), poi con il “colpaccio” Allianz, si è ritrovata sulla via di Damasco vedendo la “luce… blu” sotto forma di colosso assicurativo. Mossa decisiva e che presumibilmente regalerà ancora pallacanestro di livello a Trieste, fattore non trascurabile che cancella diverse “scivolate” stagionali.

Andrea CORONICA, voto: 7

Al di là dell’enorme “lavoro sporco” dietro le quinte, il capitano, quando è stato chiamato in causa, non ha mai sfigurato, scuotendo alla sua maniera il gruppo e iniettando una dose importante di adrenalina nei tifosi.

Daniele CAVALIERO, voto: 6

Oggettivamente immerso nel più grande equivoco stagionale: doveva essere la guardia d’esperienza con minuti di affidabilità, è diventato il secondo regista della squadra (alle volte anche primo, in assenza di Fernandez) con consumo di energie da triatleta. Chilometri, palleggi, difesa sul più forte esterno avversario hanno minato la qualità balistica, non certo l’abnegazione.

Ricky HICKMAN, voto: 4

Arrivato in pompa magna, se ne va in “spompa” magna. Fuori forma fisicamente, ha inciso negativamente per una concausa: un leader naturale, in cattive condizioni atletiche, genera disastri doppi perché pretende palloni che scottano, senza convertirli in soluzioni positive. Di lui rimarrà solo il ricordo ingiallito (Maccabi ndr.) dei bei tempi andati…

Juan FERNANDEZ, voto: 7

Il giocatore più a fuoco nel roster biancorosso. A parte qualche balbettio quando la condizione fisica non era al meglio, il “lobito” ha dimostrato leadership in regia, incisività offensiva, con meno precisione dall’arco, tanto fosforo sui 28 metri. La santificazione cittadina è certificata dalla Sacra Rota dopo la tripla allo scadere contro Sassari…

John ELMORE, voto: 4/5

Arrivato umile, disponibile…GUARDIA. Ha dovuto assurgere al ruolo di play, da “rookie” e senza capire come funzionasse il campionato italiano. Compito arduo eseguito fra una regia compassata, poca attitudine difensiva e letture del gioco relative. Qualche lampo di personalità prendendosi tiri pesanti, in una grigia (e poi supponente) permanenza a Trieste.

Kodi JUSTICE, voto: 6

Passa dal “4” di inizio stagione, all’ “7” da quando gli è stato chiesto di preparare la valigia. Prestazioni in crescendo, “manina” raddrizzata dall’arco dei tre punti e approccio alla causa più convinto. Alcune partite in doppia cifra decisive per mantenere viva la lotta per non retrocedere.

Dequan JONES, voto: 7

Il più talentuoso, il più indisciplinato. E’ il giocatore che ha fatto irretire di più la piazza con comportamenti non idonei ma nello stesso tempo è quello che ha inciso di più nelle vittorie dell’Allianz Trieste. Resta il miglior marcatore della squadra con 14 punti per partita.

Arturs STRAUTINS, voto: 5

La sua stagione si è interrotta virtualmente con l’infortunio occorsogli a Vicenza in preseason. Da giocatore in straripante stato di forma ad oggetto misterioso, indolente e poco “cattivo”. L’allenatore ha fatto poco per recuperarlo, lui ha fatto meno per convincere lui e la società a trattenerlo.

Deron WASGHINGTON, voto: 6/7

Uno dei rinforzi di metà stagione, giunto a Trieste dopo un importante infortunio alla spalla ma con un pedigree importante. Disciplinato sul parquet in linea con l’acconciatura: anarchico e fuori dai giochi, incline a deragliare per poi tornare nei ranghi. Ha fatto tante cose comunque positive. Un uomo positivo e sorridente, arrivato in uno spogliatoio depresso. Utile.

Matteo DA ROS, voto: 5

In una parola: spento. Dopo un’ottima stagione lo scorso anno, il mercato con intasamento nel ruolo ha tolto la luce di cui il milanese ha bisogno. Ai minimi termini con il coach ad un certo punto della stagione, ha palesato spesso indolenza sul parquet. Pochi squilli stagionali, le cose migliori si son viste in difesa.

Hrvoje PERIC, voto: 7

Stagione assolutamente positiva. Dopo un inizio stentato, quasi svogliato, l’ala forte croata ha inanellato una serie di prestazioni di livello. Piede perno, tiri anticipati, finte e tutto il bagaglio di un cestista degli anni ’80 trapiantato nel nuovo millennio. Le lacrime sul tiro vittoria di Fernandez con Sassari il manifesto di un uomo che tiene (e molto) alla causa triestina.

Giga JANELIDZE, voto: n.g.

L’idolo dell’Allianz Dome, il più pettinato di tutti, non ha avuto modo di dimostrare il suo valore nella massima serie. Lascia come sempre un nel ricordo, tanti amici e tanto “morbin”.

Derek COOKE, voto: 6/7

Uno dei pochi, se non l’unico, dal rendimento in calo con l’incedere della stagione. Per buona parte di inizio campionato ha palesato doti di agonista notevolissime, dalla verticalità (non la posizione ndr.) a rimbalzo sino alla dedizione difensiva. In attacco ha giocato sempre capendo i propri limiti, cioè conclusioni con raggio di tiro da uno/due metri.

Akil MITCHELL, voto: 6

Sul piano comportamentale, qualche scivolata gli costerebbe la sufficienza. Sul piano prettamente cestistico ha svolto il compitino senza sporcare la casacca e senza sudare troppo. Troppe partite con numeri “aggiustati” a “babbo morto”, rare tracce di agonista nel sangue, nessun fondamentale offensivo particolarmente letale. Presenza costante a rimbalzo.

Riccardo CERVI, voto: 6/7

Giunto fra lo scetticismo di tanti, è stata la lieta sorpresa. Elemento che da solo struttura la fase difensiva della squadra, in area è presenza competente. Il gioco di sistema di Dalmasson non regala troppe opportunità al lungo ex Varese, ma la precisione ai liberi e la mano educata monetizzano ogni pallone giocabile.

Coach Eugenio DALMASSON, voto: 5/6

Chiamato per salvare la squadra, ci stava riuscendo. Ma a che prezzo? Errore in fase di mercato prendere 4 “rookie” per una stagione in trincea, con Elmore sfruttato nel ruolo non consono. Durante la stagione ha faticato a dare un’identità difensiva al gruppo, così come trovare gerarchie fra gli elementi. In generale il “sistema” non ha trovato semplice metabolizzazione nel gruppo di questa stagione. Una stagione “no” ci può stare dopo una serie infinita scommesse vinte.

Pubblicato il aprile 12, 2020, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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