Keys of the Match – VENEZIA

chiavi-in-manoFonte: Il Piccolo a cura di Raffaele Baldini

Arrivano pur sempre i campioni d’Italia. A dispetto di una classifica asfittica, la Reyer Venezia presenta questo pomeriggio all’Allianz Dome un roster da favola, completo e qualitativamente degno di nota. Poi c’è sempre quel sapore particolare nel riabbracciare Stefano Tonut, triestino che è esploso a casa propria, prima di andare a vincere due scudetti in laguna.

Mal di trasferta, poca difesa

La sensazione è che la Reyer “da viaggio” sia una squadra sazia. Uno scudetto non è semplice da resettare la stagione successiva, l’involontaria e tacita consapevolezza di essere più forti ammansisce il gruppo. Emblematico il ruolino di marcia con una sola vittoria (a Reggio Emilia con una serata da 65% da tre punti!) e ben sette sconfitte. Il dato più eclatante è riferito ai punti concessi agli avversari (83,2), ulteriore indicazione di poca attitudine ai “lavori di fatica”. In ultima analisi, il motivo di diverse sconfitte in trasferta dei lagunari è legato all’incapacità di gestire vantaggi o reagire di fronte ad un parziale negativo; in pratica, un fragile cristallo poco resistente agli urti.

Fattore “W”

Deron Washington sprizzava eccitazione all’idea di incontrare la sua ex squadra. Ovviamente nessuno in casa Trieste si aspetta nulla dopo un paio di allenamenti con il gruppo, ma una giocata, anche singola, potrebbe scatenare l’inferno all’Allianz Dome. Una squadra che lotta per non retrocedere ha bisogno di scintille, e chi se non il neo arrivato può fungere da detonatore. Anche perché, tatticamente parlando, non c’è giocatore veneto in grado di arginare l’esuberante interpretazione del ruolo di ala di Deron, abile nell’ andare in contropiede e dinamico nell’uno contro uno.

Trieste camaleontica

Di base Venezia, nella gestione di coach De Raffaele, ha capito sempre abbastanza poco del gioco triestino, o perlomeno ha avuto difficoltà a metabolizzarlo sul parquet. L’ingresso di Deron Washington, i dubbi su chi può uscire, lo scacchiere tattico che muta sempre, potrebbe ulteriormente complicare la lettura ai lagunari; purchè non sortisca il classico effetto boomerang in una squadra che veniva da due vittorie consecutive.

Occhio alle sentenze

Vien difficile pensare che la sfida di questo pomeriggio possa registrare uno sbilanciamento nel punteggio, sia da una parte che dall’altra; plausibile invece immaginare un match equilibrato, con un finale tirato. Qualora si materializzasse questo scenario, l’Allianz deve porre le massima attenzione alle “sentenze” di casa Reyer: Michael Bramos e Austin Daye. Sono due giocatori pazzeschi, soprattutto con un innato senso del dramma, in grado di segnare tutti i canestri che contano.

Pubblicato il gennaio 12, 2020, in BASKET NAZIONALE E INTERNAZ., BASKET TRIESTINO, HighFive, News con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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